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Convegno “In-dipendenza” di Praia a Mare. “Presentato il progetto Patho(S)logico per contrastare la Ludopatia”

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Un fenomeno in crescita che colpisce tutte le fasce d’età. “Il vizio del gioco” è un azzardo che non lascia scampo, con forti ripercussioni sociali. Il dato preoccupante è che sempre più giovani si avvicinano a questo mondo, usufruendo di quella vasta gamma di sevizi on line fuori controllo. Di tutto questo si è parlato ieri, domenica 30 marzo, nel corso del convegno “In-dipendenza”. L’appuntamento si è tenuto presso il Palazzo delle Esposizioni.

Si è partiti da un dato: nell’ottobre del 2024, secondo la classifica dei piccoli comuni stilata da FederConsumatori sulla base dei dati raccolti nel 2023, Praia a Mare si è piazzata al 13esimo posto con una spesa pro-capite che supera i sette mila euro annui. La risposta è stata il progetto “Patho(s)logico”, frutto di un lavoro di coordinamento tra il Serd dell’Asp di Cosenza, il Centro di recupero “L’Ulivo” di Tortora e gli operatori sociali dell’Ambito territoriale Praia-Scalea, di cui l’ufficio capofila è quello del Comune della Città dell’Isola.

Le parole guida del progetto: prevenzione e vulnerabilità. Da qui la scelta di puntare sui giovani afferenti alla fascia di età dai 12 ai 25 anni. Sono loro al momento l’anello debole, certamente non si può non tenere conto anche degli “adulti” vittime di dipendenza da gioco. L’elemento di novità di questo progetto, oltre alla campagna di prevenzione nelle scuole, è che ci saranno delle “unità di strada” che andranno a cercare “il disagio”, calandosi tra le persone.

Nel corso del dibattito sono state messe in evidenza le ripercussioni al livello comunitario. Il gioco distrugge persone e famiglie, ma indebolisce anche il tessuto sociale. A speculare sul disagio ci pensa la criminalità; infatti, quando il ludopatico non ha più soldi si rivolge a chi può darglieli, in particolar modo agli usurai. Altro dato importante: chi cade nella trappola dell’azzardo spesso è anche un consumatore di droga o di alcol, quindi è schiavo di altre dipendenze.

Il messaggio che si è levato dal tavolo dei relatori del convegno di ieri sera è stato chiaro: “ognuno deve fare la propria parte, perché il problema è sociale. La bella notizia è che sul territorio è presente una rete di operatori che è attiva e motivata, nessuno deve sentirsi solo o abbandonato al proprio destino”. Importante anche il ruolo delle forze dell’ordine, primi attori delle attività di controllo e di prevenzione, perché in grado di captare le situazioni di disagio. Logicamente, la società deve fare uno sforzo ed eliminare i pregiudizi: Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza non sono “corpi di repressione, ma di sostegno”.

Ad aprire i lavori del convegno, durato quasi due ore, il sindaco di Praia a Mare, Antonino De Lorenzo, e il vicario del Prefetto di Cosenza, Rosa Correale. A seguire sono intervenuti Caterina Torchio, responsabile dell’ufficio del Piano dell’ambito territoriale Praia-Scalea; Roberto Calabria, responsabile del Serd dell’Asp di Cosenza; Giuseppe Peri, legale rappresentante della Cooperativa L’Ulivo di Tortora; Michele Sirimarco, Generale di divisione dei Carabinieri nonché commissario speciale per la Valorizzazione energetica della difesa; Domenico Fiordalisi, Procuratore della Repubblica di Paola.

A concludere, il Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno, Wanda Ferro. A moderare l’incontro il giornalista di Panorama, Egidio Lorito.

 

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