Contrattualizzazione tirocinanti in Calabria. L’amministrazione comunale di Aieta: “Una possibilità per i nostri undici Tis”
Contrattualizzazione Tis, anche l’amministrazione comunale di Aieta festeggia per l’emendamento approvato dalla Commissione affari costituzionali presso la Camera dei Deputati. Nel piccolo comune montano sono undici i tirocinanti che potranno usufruire di questa possibilità. Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa
Apprendiamo con gratificazione la notizia della recente approvazione da parte della Commissione Affari Costituzionali e Lavoro della Camera dei Deputati di un emendamento sottoscritto dalla totalità dei gruppi parlamentari, tale emendamento offre la possibilità a tutti i tirocinanti di inclusione sociale TIS, impegnati da anni presso le varie amministrazioni locali della Calabria, “solo ad Aieta sono 11”, di essere contrattualizzati nella pubblica amministrazione.
È quanto afferma il sindaco di Aieta, Pasquale De Franco, in una nota stampa che così prosegue: “Trattasi di una norma ad hoc basilare per il prosieguo delle attività di migliaia di lavoratori in deroga ai vincoli di assunzione oggi vigenti per i comuni e per gli enti di appartenenza. Questo è un grande risultato per tutta la Calabria. La nostra amministrazione, guidata dal Sindaco Pasquale De Franco, si è battuta a lungo dialogando con gli organi istituzionali preposti affinché il traguardo venisse raggiunto. Il sindaco del comune di Aieta si è più volte recato presso la cittadella Regionale per sostenere la causa di questi Tirocinanti, che non dimentichiamolo svolgono mansioni fondamentali per il prosieguo dell’attività amministrativa e per garantire i servizi ai cittadini. Ringrazio per il supporto l’impegno e la sensibilità mostrata la Consigliera regionale di Fratelli d’Italia Luciana de Francesco, e l’assessore all’agricoltura Gianluca Gallo. Ringraziamo anche tutti i Parlamentari Calabresi che hanno sostenuto la causa, in particolar modo l’On. Cannizzaro e il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto”.
Per quanto riguarda il precariato calabrese non dimentichiamoci che resta in sospeso un bacino importante di lavoratori. Oltre 600 risorse, alcune impiegate anche dal 2008 in diversi comuni e nel Parco nazionale del Pollino, senza godere di alcun diritto, svolgono mansioni importanti ,sono le posizioni dei lavoratori appartenenti alla legge 15 e alla legge 40, le proposte delle parti sociali di assorbire tutti i lavoratori nell’azienda Calabria Verde “ Ente Strumentale della Regione Calabria” non trova consenso unanime, è però importante trovare una soluzione che permetta tempi celeri e nessuna perdita economica per i lavoratori”.