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Centro storico di Tortora. Il consigliere di minoranza Raffaele Papa: “Un’estate da dimenticare. Vogliamo continuare così?”

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“La desolazione che alberga nel Centro storico di Tortora è ormai nota. Nei mesi di luglio e agosto si sarebbero potuti trovare dei modi per rendere il borgo antico fruibile, invece si è preferito lasciare tutto com’era. Spero che nei prossimi mesi si prendano serie iniziative”.

Senza intento polemico, ma guidato dalla delusione, il consigliere di minoranza Raffaele Papa invita l’amministrazione Iorio a prendere seri provvedimenti per il Centro storico, affinché anche nell’estate 2024 non ci si ritrovi in questa situazione di abbandono. Lo stato di emergenza in cui versa il borgo dal 13 ottobre 2022, giorno in cui avvenne il violento nubifragio, va sanato.

Per Papa, l’estate 2023 andava gestita meglio, purtroppo si è scelta un’altra strada. Il consigliere di minoranza condanna anche il muro alzato dall’amministrazione davanti alle proposte di collaborazione: “le richieste fatte dall’opposizione – scrive – non erano e non sono affatto strumentali e di circostanza ma volte a trovare una soluzione ad una problematica sentita dai cittadini. Purtroppo, non siamo stati ascoltati ed oggi ne rileviamo gli effetti negativi”.

La nota di Raffaele Papa

Di seguito alcune considerazioni circa la situazione del Centro Storico, lontano da ogni polemica, ma nel solo intento di contribuire a migliorare una situazione difficile e dannosa per tutti.

Una doverosa premessa è necessaria per precisare che le richieste fatte dai Consiglieri di opposizione non erano e non sono affatto strumentali e di circostanza ma volte a trovare una soluzione ad una problematica sentita dai cittadini. Purtroppo non siamo stati ascoltati ed oggi ne rileviamo gli effetti negativi.

Possiamo affermare che il bel tempo dei mesi di luglio ed agosto ha dimostrato che qualsiasi intervento che superasse le situazioni di disagio e pericolo al centro storico si poteva e doveva attuare, almeno per il periodo estivo.

Del resto, all’occorrenza, in caso di necessità per pioggia violenta e abbondante,  sarebbe bastato poco per ripristinare tutti i divieti, serviva solo un po’ di impegno e dedizione da parte di chi, tra l’altro, è pagato per fare questo, magari affidandosi a sistemi di controllo moderni digitali e telematici che sono all’ordine del giorno ed utilizzati dappertutto.

Anche le allerte spesso divulgate servono proprio a questo. Invece si è preferito per indifferenza e menefreghismo e non voglio pensare dispetto, a stremare, creando notevoli disagi, l’intero borgo, cittadini e turisti. Non so a chi ha giovato tutto ciò, al bene della comunità tortorese sicuramente NO.

Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti, la desolazione regna sovrana ed è superfluo dire altro. Il bene di comunità e territorio si dimostra con i fatti senza chiacchiere e senza  scuse sempre pronte ad ogni circostanza a cui credono ormai davvero pochi visto che le risposte le dà e spiega la semplice realtà.

La responsabilità è una cosa seria e bisogna assumerla quando le circostanze lo richiedono e non deviarla; non è scindibile da ogni incarico pubblico il quale comporta non solo onori ma anche oneri.

Da giovani tutti abbiamo sentito …”mettiti con chi è meglio di te e fagli le spese…” bene è il caso di fare così proprio ora che siamo adulti e seguire chi ha dimostrato di fare meglio, magari copiando ed imparando.

Il Comune di Maratea ad esempio é riuscito a far aprire il collegamento stradale di Castrocucco seppur temporaneamente,  nonostante la situazione di pericolo sia molto più grave della nostra. Così come Ischia ridotta ad una latrina diruta e distrutta è  ridiventata in poco tempo il giardino che era.

Sicuramente i viaggi dei rispettivi Sindaci negli Uffici Regionali ed a Roma sono stati tanti ma i risultati li hanno avuti e sono quelli che contano. Stare comodamente seduti in poltrona, quasi sempre non porta benefici. E non si dica che il paragone non calza, anzi calza a pennello perché se non si chiede e non ci si impegna nulla si ottiene.

Non disdegniamo di pensare in grande perché se non siamo capaci di andare oltre e di immaginare cose grandi non saremo mai nelle condizioni di fare nemmeno le cose piccole.

Facciamolo ora anche se con colpevole ritardo, magari iniziando a pulire quel famigerato canalone che ha causato l’allargamento il quale a distanza di 10 mesi è ancora ostruito da fango e pietre, ubicato sotto Piazza De Francesco fino a Piazza Pio XII. (Vallone e Ponte). Si inizi a mettere in atto quanto scritto dall’Ing. Papaleo nella sua prima relazione chiesta dallo stesso Comune.

Si metta in atto quanto chiesto dalla Prefettura come risulta dai Verbali degli incontri fatti. Se tutto ciò verrà fatto con sollecitudine si potrà certamente provvedere a mitigare i divieti esistenti derivanti dell’ordinanza del Sindaco e soprattutto in caso di pioggia abbondante si eviterà ogni altro allagamento.

Un’ultima considerazione, i Consiglieri di Minoranza non hanno alcuna responsabilità nè di gestione nè di scelte ma hanno il preciso compito e dovere di verificare, sollecitare, chiedere e proporre. L’abbiamo fatto, come risulta dagli atti e continueremo a farlo nell’esclusivo interesse dei cittadini tutti e soprattutto lo facciamo gratuitamente.

Dico al Sindaco, fino ad ora non ci avete mai ascoltato, provate a farlo nell’interesse di tutti, facendo memoria che se il borgo antico di Tortora finisce, è perduta anche l’anima del popolo tortorese, sempre che non lo sia già.

 

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