radio-300x176-1.png

Casa circondariale di Paola. “Aggredito un medico del Pronto soccorso e un agente”. Il Sappe denuncia un altro episodio di violenza

Condividi questo articolo

Ha prima aggredito un medico del Pronto soccorso di Paola e poi, in carcere, ha rivolto la propria rabbia contro un agente. Questo quanto avvenuto tra venerdì 17 e sabato 18 maggio, presso la casa circondariale. Protagonista dei due episodi, un detenuto che nella prima serata di venerdì ha dichiarato alla Polizia Penitenziaria di aver ingerito delle lamette da barba e la testa di uno spazzolino da denti. L’uomo, visitato in carcere, è stato subito trasportato all’Ospedale San Francesco, dove ha sferrato alcuni pugni al medico. Provvidenziale l’intervento degli agenti. Il giorno dopo, sabato 18 maggio, il detenuto, mentre era in attesa di essere trasferito nuovamente al nosocomio per effettuare l’operazione di rimozione, ha aggredito un poliziotto. A denunciare il tutto il vicesegretario regionale del Sappe, il sindacato di Polizia penitenziaria.

Il comunicato stampa del Sappe

Sono state ore di grandissima tensione nella Casa circondariale di Paola, nel Cosentino, per le folli intemperanze di un detenuto che si è reso protagonista di gravi eventi critici. Come riferisce Salvatore Panaro, vicesegretario regionale per la Calabria del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, “nella prima serata di venerdì, un detenuto del carcere ha dichiarato alla Polizia Penitenziaria di aver ingerito lamette da barba e la testa dello spazzolino da denti.

L’uomo è stato visitato dal medico interno alla struttura penitenziaria che ne ha proposto l’urgente invio presso l’Ospedale cittadino, dove, a seguito di accertamenti radiologici, gli è stata accertata la presenza di corpi estranei nello stomaco. Ma nel corso della vista, il detenuto, che probabilmente è affetto da patologia psichiatrica, ha aggredito il medico del 118 con pugni e solamente l’intervento del personale di Polizia Penitenziaria di scorta ha evitato il peggio. Con fatica si è riusciti a ricondurre in carcere l’uomo, in attesa della programmazione dell’intervento di rimozione previsto per sabato”. Ma appena giunto in carcere, evidenzia il sindacalista, “il ristretto ha vandalizzato beni dell’Amministrazione Penitenziaria, rifiutandosi di entrare in cella per ore”. Ma le intemperanze dell’uomo non erano finite qui: “Sabato, nel primo pomeriggio, lo stesso detenuto era in attesa di essere trasferito nuovamente presso l’ospedale e senza motivo, ma palesando la sua indole aggressiva, ha di nuovo sfondato beni dell’Amministrazione e preso a pugni il Comandante di Polizia penitenziaria facente funzioni: è stato necessario nuovamente l’intervento degli Agenti per bloccarlo”.

Donato Capece, segretario generale del SAPPE, denuncia che “la situazione nel carcere di Paola e nelle altre carceri calabresi è allarmante. Il personale è sempre meno, anche a seguito di questi eventi ormai all’ordine del giorno. Prevediamo un’estate di fuoco se non si prenderanno immediatamente provvedimenti concreti e risolutivi. Il personale di Polizia Penitenziaria è allo stremo e, pur lavorando più di 10/12 ore al giorno, non riesce più a garantire i livelli minimi di sicurezza. Fino a quando potrà reggere questa situazione?”. “Non è più rinviabile”, conclude il leader del SAPPE, che per questo si appella alle Autorità istituzionali e politiche, “dotare al più presto anche la Polizia Penitenziaria del taser e di ogni altro strumento utile a difendersi dalla violenza di delinquenti che non hanno alcun rispetto delle regole e delle persone che rappresentano lo Stato”.

Condividi questo articolo

Per restare sempre aggiornati in tempo reale iscriviti al nostro canale WhatsApp di Radio Digiesse News e sulla nostra pagina Facebook

Torna su