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CARO ENERGIA: IL CONTO NON PUÒ PAGARLO ANCORA UNA VOLTA IL CITTADINO

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Comunicato stampa

CARO ENERGIA: IL CONTO NON PUÒ PAGARLO ANCORA UNA VOLTA IL CITTADINO

 

L’aumento dei costi energetici non riguarda soltanto famiglie e imprese. Sta colpendo anche i Comuni, che ogni giorno devono garantire illuminazione pubblica, scuole, uffici, impianti sportivi, strutture sociali e servizi essenziali.

E quando aumenta la bolletta di un Comune, dobbiamo avere il coraggio di dire con chiarezza cosa può accadere: alla fine quel maggiore costo rischia di ricadere sui cittadini.

Meno risorse per manutenzioni, sociale, scuole, strade e servizi. Oppure maggiore pressione sulle tariffe comunali.

 

Non può essere questa la soluzione.

Per questo ritengo necessario che i Sindaci italiani, con l’ANCI in prima linea, chiedano immediatamente al Governo un intervento straordinario per compensare i maggiori costi energetici sostenuti dagli enti locali.

La richiesta dovrebbe essere semplice e trasparente: confrontare la spesa energetica effettivamente sostenuta dai Comuni con quella degli anni precedenti e riconoscere un ristoro per la quota di incremento straordinario non dipendente dalle scelte dell’ente.

 

Non chiediamo risorse senza controllo.

Chiediamo che venga impedito un meccanismo tanto semplice quanto pericoloso: aumenta l’energia → aumentano i costi dei Comuni → diminuiscono le risorse disponibili → il conto, direttamente o indirettamente, arriva ai cittadini.

 

Questa catena deve essere spezzata.

Il Governo valuti quindi l’istituzione di un Fondo straordinario nazionale per il caro energia degli enti locali, parametrato agli incrementi effettivamente documentati.

 

ANCI convochi i Sindaci e porti questa richiesta al Governo e al Parlamento.

Perché difendere i bilanci dei Comuni significa difendere i servizi dei cittadini.

Un Sindaco non dovrebbe essere costretto a scegliere se pagare una bolletta più cara, ridurre un servizio o chiedere più soldi alla propria comunità.

Il caro energia è un problema nazionale.

La risposta deve essere nazionale.

E soprattutto deve arrivare prima della prossima bolletta, non dopo il prossimo aumento.

Giuseppe Gamba

 

 

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