Calabria. Il caldo e i cinghiali stanno distruggendo l’agricoltura. L’allarme di Coldiretti
Tra il caldo asfissiante di questi giorni e i cinghiali che scorrazzano indisturbati, l’agricoltura calabrese è in serio pericolo e la conta dei danni si allarga, tant’è che molte aziende si sono rivolte al Consorzio di difesa dalle calamità. A essere stati letteralmente ustionati peperoni, pomodori, melenzane, angurie e bergamotto. È inoltre calata del trenta percento la produzione di latte.
Si corre ai ripari cercando di anticipare, quando possibile, i raccolti, ma tanta “roba” non può essere venduta. Ma un’altra piaga sta diventando sempre più influente sull’andamento dell’agricoltura calabrese: i cinghiali. Oltre alla peste suina, sono le scorribande degli ungulati a generare ansia negli operatori.
Vere e proprie mandrie si spostano da monte a valle in cerca di cibo e acqua e, dove arrivano, lì lasciano la devastazione. Infine, il caldo non permette di lavorare; infatti, nelle ore più bollenti ci si ferma.
Per questi motivi, Coldiretti Calabria ha chiesto al dipartimento regionale Agricoltura di attivare le procedure per verificare se esistono le condizioni per riconoscimento della calamità per la riduzione dei contributi previdenziali per le imprese agricole e i loro lavoratori.