Area Portuale di Maratea. “No alla privatizzazione”. L’amministrazione si oppone alla Regione Basilicata
“No alla privatizzazione del Porto di Maratea”. Lo dice chiaro e tondo il sindaco della Città del Cristo, Cesare Albanese. Il comune si è opposto alla procedura a evidenza pubblica, disposta dall’Ufficio del Demanio Marittimo della Regione Basilicata il 23 dicembre 2024, con cui l’intera area, pari a più di 73 mila metri quadri, verrebbe data in concessione ai privati. Come specificato dal primo cittadino: “Non ci siamo limitati a contestare la legittimità della procedura di concessione dell’intera area portuale, ma siamo scesi in campo, presentando un’istanza concorrente per la concessione al Comune di Maratea di nove dei dieci punti di ormeggio, non includendovi il punto di ormeggio già in concessione alla Lega Navale, escluso per legge dalla procedura”.
Il comunicato stampa del sindaco di Maratea
Come noto, l’Ufficio Demanio Marittimo della Regione Basilicata, in data 23.12.2024, ha dato il via ad una procedura ad evidenza pubblica volta alla concessione dell’intera area portuale di Maratea, comprendendovi la piazza, i moli sud e nord, la banchina di riva, la spiaggetta interna, la spiaggia del Crivo, e scogliere e l’intero specchio d’acqua.
L’Amministrazione che mi onoro di rappresentare ha ritenuto di non rimanere inerte dinanzi a questa volontà di dare seguito ad un’istanza avanzata per il rilascio di una concessione demaniale marittima di una superficie portuale di 73.664,58 mq, che, di fatto, mira alla privatizzazione del Porto di Maratea, trasformandolo in una vera e propria marina privata.
E’ stato, perciò, doveroso reagire all’iniziativa, innanzitutto mediante la presentazione delle previste osservazioni, contestando, in radice, la legittimità dell’intera procedura, per erronea applicazione delle norme procedurali, nonché mettendo in luce gli ulteriori profili di illegittimità, in ordine alla lesione del diritto della collettività a fruire degli spazi demaniali ed alla destinazione vincolata del molo nord, riservato, per disposizione regolamentare, ad unità che beneficiano dell’ormeggio gratuito, oltre che deputato ad accogliere, nello spazio a ciò storicamente apprestato, l’isola meccanizzata per la raccolta dei rifiuti prodotti in ambito portuale, di imminente realizzazione.
L’iniziativa si pone, altresì, in contrasto con l’istituenda AMP, limitando le nuove attività imprenditoriali che vedrebbero la luce, quali quelle connesse al diving ed ai centri visita, nonché gli spazi a disposizione dello stesso Ente gestore.
Il Porto di Maratea, classificato, ai sensi della L. n. 84/94, quale porto di rilevanza regionale ed interregionale, è un porto pubblico e la sola ipotesi di una sua integrale concessione ad un privato confligge con la natura pubblica e necessita della nostra reazione a tutela dell’interesse pubblico.
La nostra infrastruttura portuale ha bisogno, oggi più che mai, di pianificazione, con il diretto coinvolgimento dell’Ente comunale, e non d’iniziative incoerenti ed irrispettose della sua destinazione pubblica.
In questa delicata fase di passaggio dalle vecchie alle nuove concessioni, abbiamo ritenuto, pertanto, che lo sviluppo e la fruizione pubblica del “nostro” porto potessero essere tutelati solo attraverso un diretto coinvolgimento del Comune nella sua gestione. Cosicché non ci siamo limitati a contestare la legittimità della procedura di concessione dell’intera area portuale, ma “siamo scesi in campo”, presentando un’istanza concorrente per la concessione al Comune di Maratea di nove dei dieci punti di ormeggio, non includendovi il punto di ormeggio già in concessione alla Lega Navale, escluso per legge dalla procedura, e, per le ragioni di cui sopra, tutti gli spazi destinati alla pubblica fruizione.
Siamo stati chiari con il Presidente della Giunta Regionale, con l’Assessore alle Infrastrutture e gli Uffici Regionali: ci opporremo con ogni mezzo al rilascio di una concessione dell’intera area portuale ed auspichiamo che, nelle more di una ridefinizione degli spazi pubblici e della conclusione dei numerosi lavori pubblici che interesseranno l’infrastruttura nei prossimi due anni, si pervenga ad una proroga ulteriore delle concessioni esistenti oppure alla concessione al Comune di Maratea, unico soggetto che può realmente garantirne l’uso pubblico, nel senso più pieno del termine, dei punti di ormeggio richiesti”.