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Arcomagno di San Nicola Arcella. Sulla messa in sicurezza della spiaggia interviene il sindaco Eugenio Madeo

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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del sindaco di San Nicola Arcella, Eugenio Madeo. Ieri, venerdì 29 settembre, abbiamo pubblicato un nostro articolo sulla vicenda

Nel tempo distacchi di blocchi rocciosi di varia volumetria e conseguenti crolli dai sovrastanti versanti rocciosi, hanno reso pericolosa la fruibilità del percorso che porta alla spiaggetta dell’Arcomagno, per cui le Amministrazioni Comunali sono state costrette dal 2001 in poi ad emettere ordinanze di chiusura e ad installare barriere atte ad impedire il transito dei numerosi visitatori diretti verso tale sito.

Ciò nonostante negli anni è continuato il flusso continuo di visitatori che hanno superato barriere ed ostacoli, pur di andare a visitare il sito ed organizzare bivacchi, assembramenti oltre ogni limite, rendendo fortemente invasiva la fruibilità del luogo.

Tale situazione, oltre a rappresentare un costante pericolo per la pubblica incolumità, ha comportato rilevanti danni di immagine in negativo sia per il Comune che per la stessa Regione Calabria, che spesso utilizza nelle sue rappresentazioni pubblicitarie l’Arcomagno e le sue splendide raffigurazioni.

A seguito di un intervento di riqualificazione e manutenzione del sentiero naturalistico dell’Arcomagno, finanziato dalla Regione Calabria, in data 08.07.2019 è stato redatto dalla direzione dei lavori un certificato di regolare esecuzione dei lavori che così recitava: “le lavorazioni eseguite relativamente alle condizioni di rischio per gli elementi antropici e per le incolumità delle persone che percorreranno il sentiero naturalistico di accesso all’Arcomagno, mitigano il rischio ma non si potrà considerare completamente assente la condizione di rischio residuo…..per tale motivo quindi si consiglia l’accesso al sentiero naturalistico all’Arcomagno ai visitatori solo attraverso l’utilizzo di personale formato e con apposite visite guidate organizzate”.

Con una mia ordinanza sindacale, a partire dal 16 luglio 2022, con l’organizzazione di visite guidate e controllate, è stato possibile riaprire il percorso che conduce alla spiaggetta dell’Arcomagno, vietando il passaggio in mare sotto l’arco, la sosta sotto la grotta per ragioni di sicurezza, di portare sdraio, ombrelloni, teli ed altri oggetti ingombranti, consumare cibi e bevande, con sosta limitata per ragioni di decoro e per rendere sostenibile e non invasiva la fruibilità del luogo.

Per far fronte, almeno in parte a tali spese il Comune ha introdotto il pagamento di un ticket per tutti i visitatori. I risultati sono stati molto soddisfacenti. Sono notevolmente aumentati i visitatori, è migliorata la qualità della fruizione ambientale e soprattutto ne ha tratto vantaggio sia il Comune, che la stessa Regione, in termini di immagine e di positiva promozione pubblicitaria.

Entro il mese di ottobre l’associazione Pro-loco di San Nicola Arcella terrà una conferenza stampa per dare il rendiconto della gestione di questa stagione e si forniranno indicazioni, anche assieme alle associazioni “Mare Pulito” e “Visit Papasidero”, in termini di investimenti per la promozione turistica e la valorizzazione del sito, oltre agli interventi necessari per garantire sempre maggiore sicurezza e decoro, così come prevede la Convenzione sottoscritta nel mese di giugno 2023 col Comune di San Nicola Arcella.

Anche durante la trascorsa stagione invernale si sono verificati distacchi rocciosi depositati lungo il percorso che dalla spiaggia della Marinella porta alla spiaggetta dell’Arcomagno.

Nell’approssimarsi della stagione balneare, per ridurre al minimo le condizioni di rischio residue sempre presenti, si è reso necessario perciò intervenire per evitare che le traiettorie di possibile caduta dei blocchi rocciosi costituissero un grave pericolo per la pubblica incolumità.

In modo particolare si è provveduto con ditta specializzata a realizzare il disgaggio di un masso che, depositatosi lungo il percorso a seguito di frana, poteva, da un momento all’altro, precipitare direttamente in mare.

Tanti altri blocchi rocciosi negli anni sono caduti in mare e sulla spiaggetta, modificando così le originarie caratteristiche del sito, ma a nessuno mai è venuto in mente di rimuoverli e portarli altrove. A noi invece, che abbiamo effettuato il disgaggio del masso prima che potesse precipitare in mare evitando pericoli di non poco conto, se ne chiede invece la rimozione.

Eliminarlo? E come? E per portarlo dove? E tutti gli altri massi che si sono distaccati naturalmente dalle pareti rocciose, che hanno modificato le originarie caratteristiche del sito, li lasciamo lì dove si trovano? Quelli non deturpano? E se noi non fossimo intervenuti ed il masso, come tutti gli altri massi, fosse precipitato pericolosamente in mare da solo, si sarebbe posto il problema di rimuoverlo?

Ho chiesto perciò alla Soprintendenza di Cosenza un incontro per riflettere in modo approfondito sul da farsi e di farlo con noi che, con le nostre sole forze, siamo riusciti a dimostrare che anche in Calabria è possibile restituire ad un luogo così conosciuto ed ammirato, classificato come geosito di interesse nazionale da parte dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, diventato negli anni luogo di bivacchi e di devastazioni di ogni tipo, tutta la sua originaria bellezza, attraverso una fruizione sostenibile e rispettosa delle sue caratteristiche ambientali e naturalistiche.

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