AMBIENTE. SAN SAGO DI TORTORA. UN INTERO COMPRENSORIO PRONTO ALLA MOBILITAZIONE: “L’IMPIANTO NON DEVE APRIRE”

Piazza Stella Maris di Tortora si è riempita lentamente. Alle ore 21.30, quando è iniziato il consiglio comunale c’erano poche persone e si sono sentiti i soliti commenti. “Anche questa manifestazione servirà a poco”. Poi, pian piano, l’aria è cambiata. Merito anche della partecipazione spontanea di tanti sindaci che prima non erano stati presenti alle precedenti manifestazioni. Infatti, c’erano i primi cittadini della fascia del Tirreno cosentino da Tortora a Sangineto; quelli del versante lucano della Valle del Noce; sono arrivati anche i saluti del sindaco di Sapri, Antonio Gentile, che si è scusato per non aver potuto partecipare, “ma – come detto dal sindaco di Tortora, Antonio Iorio – mi ha fatto sapere che è pronto a scendere in campo con noi”. Insomma, l’impianto di San Sago “non deve riaprire” e questo non è il capriccio di pochi, ma la volontà di un vasto comprensorio.

L’intervento del sindaco Antonio Iorio

Il sindaco di Tortora, Antonio Iorio, apre le danze. Le sue parole sono quelle già dette nelle precedenti sedute. “La bomba ecologica San Sago è una minaccia per tutti e vogliamo essere ascoltati. Se la politica e la giustizia hanno fallito in alcuni momenti, noi non falliremo”. Il primo cittadino ha illustrato i vari passaggi finora effettuati, ammette nuovamente l’errore procedurale commesso nel ricorso contro la Valutazione di incidenza ambientale, “ma ciò – ha detto Iorio – non può pregiudicare tutto. Questa è una scusa che non ci beviamo”. Iorio ha anche parlato degli incontri tenutisi presso la Regione Calabria e il Ministero della Transizione Ecologica. Ha elogiato il neo assessore all’Ambiente della Regione Basilicata, Cosimo Latronico “con il quale – ha detto – abbiamo subito trovato un’intesa e sulla questione San Sago la pensa esattamente come noi”.

La relazione Cerbino, ossia l’ultima speranza

L’ultima speranza è la corposa relazione redatta da Debora Cerbino, responsabile del settore Polizia Municipale del Comune di Tortora. Il suo lavoro è stato elogiato dal sindaco di Tortora, Antonio Iorio; dai componenti della minoranza, Pasquale Lamboglia, Filippo Matellicani, Anna Fondacaro e Raffaele Papa; e dal sindaco di Lauria, Gianni Pittella. Si tratta di una nota in cui vengono messi in evidenza tutti i guazzabugli sulla precedente gestione dell’impianto di depurazione e non solo; tramite questo documento tanto la Regione Basilicata, quanto la Regione Calabria avranno su cui riflettere. Infatti, il 28 luglio, a Catanzaro, presso gli uffici regionali del Dipartimento Ambiente si terrà la prima seduta della Conferenza dei Servizi sul riesame dell’Autorizzazione integrata ambientale. Si terrà conto di questa nota sulla quale la dottoressa Cerbino ha lavorato giorno e notte? Inoltre, la relazione è stata anche inviata alla Regione Basilicata.

“E ora premiate la Cerbino”

Lo chiede a gran voce il consigliere di minoranza di Tortora nonché ex sindaco, Pasquale Lamboglia. “Fin dal primo momento – ha spiegato Lamboglia – ho detto a questa amministrazione di affidarsi alle competenze della Cerbino, perché lei sapeva tutto e sapeva dove ricercare tutti i documenti. Lei è stata al mio fianco durante gli anni bui in cui questa battaglia è iniziata, fino all’intervento della magistratura nel 2013, rischiando come me in prima persona, viste le tante minacce che abbiamo ricevuto. Pertanto, credo che questa amministrazione debba riconoscerle un avanzamento di grado. Il suo lavoro è stato encomiabile e preziosissimo”.

I consiglieri di minoranza di Tortora: “Prepariamoci alla battaglia legale”

C’è la convinzione che l’Aia verrà rilasciata, quindi che l’impianto di San Sago riaprirà. Per questo motivo bisogna fin da ora pensare alla battaglia legale, rivolgersi al Tar Calabria e al Consiglio di Stato che salvano i Comuni dalla scelleratezza della burocrazia e dall’inconcludenza della politica. Lo dicono chiaramente nei loro interventi i consiglieri di minoranza di Tortora Pasquale Lamboglia, Filippo Matellicani e Raffaele Papa. Tutti e tre concordano sul fatto che anche l’amministrazione comunale di Tortora ha commesso un errore grossolano nel ricorso alla Vinca, così come avrebbe dovuto prendere in seria considerazione l’istituzione di una commissione consiliare permanente sulla vicenda San Sago. Nonostante tutto, non è il tempo delle polemiche, si combatte insieme, in qualsiasi condizione, l’importante è fermare la riapertura dell’impianto.

Il sindaco Pittella e la testardaggine della Regione Calabria

C’è un aspetto strano nell’intera vicenda, perché la Regione Calabria non vuole rinviare la seduta della conferenza dei servizi a dopo l’estate? Il sindaco di Lauria, Gianni Pittella, mette in evidenza questo aspetto. “Vero è che tutto è iniziato dal rilascio della Vinca da parte della Regione Basilicata, ma è anche vero che oggi c’è un assessore regionale all’Ambiente come Cosimo Latronico che ha eccepito le nostre istanze. Latronico ha aperto alla possibilità di una rivalutazione della Vinca che, a quanto pare, è stata data senza tenere conto di alcuni elementi. Allora, mi chiedo perché la Regione Calabria voglia proseguire lungo questa strada?”.

Il sindaco Vetere contro i Ponzio Pilato calabresi

Anche il primo cittadino di Santa Maria del Cedro, Ugo Vetere, si domanda perché la Regione Calabria voglia proseguire con celerità l’iter burocratico che, per forza di cose, porterà alla riapertura dell’impianto. Ed è per questo motivo che chiama alle proprie responsabilità la politica regionale. “Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, insieme ai suoi che sono venuti qui a prendersi i voti, venga a dire che il depuratore di San Sago è sicuro e non nuoce alla salute dei cittadini”. Vetere, insomma, non le manda a dire e fa comprendere che in questa vicenda “atteggiamenti da Ponzio Pilato” non possono essere ammessi. “Occhiuto ha nominato i dirigenti che prenderanno delle decisioni anche su San Sago – ha detto – e ha tutti gli strumenti legislativi per opporsi a decisioni che non lo trovano d’accordo. Al di là degli errori procedurali del Comune di Tortora, non si può rilasciare un’autorizzazione solo sulla base di un precedente parere dato da un altro Ente. Bisogna prima di tutto verificare che ogni cosa sia stata fatta secondo le regole”. Infine, Vetere ha anche rivolto un appello ai sindaci: “I sindaci che guidano una comunità devono mettere in tasca le tessere di partito. Un primo cittadino risponde alla popolazione che lo ha votato e basta!”

In conclusione

Le associazioni ambientaliste, gli attivisti, i sindacati dei balneari, i cittadini… tutti d’accordo sul fatto che il depuratore di San Sago non deve riaprire, perché sarebbe la fine per l’economia turistica del comprensorio e in termini di salute preoccuperebbe un territorio. Tortora insomma non vuole essere considerata una pattumiera. Da ieri sera e fino al 28 luglio, giorno della prima seduta della conferenza dei servizi per il riesame dell’Aia, i componenti del Comitato in difesa del fiume Noce sono in piazza Stella Maris, a rotazione, sono in sciopero della fame. Ma questo è solo l’inizio.

 

 

 

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