ALTO TIRRENO COSENTINO. SALASSI ENERGIA ELETTRICA E GAS. LA PREOCCUPAZIONE CORRE VELOCE
Il problema non può essere preso sottogamba, soprattutto alle nostre latitudini. Commercianti, imprenditori balneari e operatori della ristorazione hanno già assaggiato la portata degli aumenti, ora l’annuncio di nuovi rincari potrebbe davvero mandare al tappeto la buona volontà di molti. L’estate può dirsi archiviata con tutti i suoi pro e i suoi contro; l’autunno e l’inverno invece porterebbero a forti ridimensionamenti sugli orari di apertura e chiusura dei locali.
Alcuni bar eviterebbero le ore serali del dopocena. Il motivo è semplice: stare con le braccia conserte è ormai un lusso che nessuno può permettersi. Se prima si poteva azzardare, in nome di un servizio o di uno spirito di sacrificio per non rendere le strade dei paesi più desolate di quanto già appaiono in questi mesi, adesso è impensabile. Già alzare la serranda al mattino vuol dire contrarre delle spese, figuriamoci attendere fino a tardi un cliente che potrebbe anche non venire.
A Praia a Mare e Tortora, qualche gestore ci ha già presentato il conto. L’estate 2022 non è andata male. Agosto ha fatto registrare anche incrementi di fatturato, per qualcuno lievi per qualcun altro fino al 20 percento, ma il di più è già stato destinato alle bollette e quando la crisi morde si taglia il superfluo. Detto in soldoni: la chiusura anticipata dal lunedì al venerdì potrebbe essere un primo provvedimento.
E le famiglie? Gas ed energia elettrica sono diventati pensieri ossessivi. L’arrivo delle prossime bollette è atteso come un “giorno del giudizio”, senza contare che tutto questo ha inciso sui prezzi dei beni di prima necessità e fare la spesa è un rebus matematico stressante. Vero che l’allarme è stato lanciato da associazioni di categoria e di volontariato, da movimenti politici e civici; vero anche che siamo davanti a una crisi europea, ma parlare con i commercianti o con la gente comune ha tutto un altro effetto e ridimensiona drammaticamente la situazione.
Infatti, a dispetto dei rincari annunciati, ci sono commercianti e imprenditori che tra aumenti di energia elettrica e di materie prime hanno già sborsato il 150 percento in più. Stessa cosa per le famiglie. A fronte di un’inflazione che potrebbe aver raggiunto a settembre quasi il 10 percento, c’è chi ha dovuto fare salti mortali e tagliare molte cose. Ebbene, da più parti sentiamo dire che l’epoca dell’abbondanza è finita… ma per chi?