Alto Tirreno cosentino. “Posidonia. La tutela con i fatti”. Interviene Italia Nostra alto Tirreno cosentino
“Posidonia oceanica, dalle parole si passi ai fatti”. Lo chiedono i componenti di Italia Nostra alto Tirreno cosentino, prendendo spunto dal convegno tenutosi a San Nicola Arcella, il 25 agosto scorso, durante il quale oltre a varie tematiche ambientali è stata posta al centro anche la necessità di salvaguardare questa pianta marina.
“La tutela della Posidonia oceanica, – si legge in una nota – è legata anche alla pulizia dei fondali marini, luoghi dove, esclusi dalla vista, si è gettato di tutto, come spesso abbiamo documentato e richiesto interventi che non sarebbero costati più di qualche festa estiva.
Oggi è cresciuta enormemente l’attenzione verso queste problematiche ambientali importantissime per un turismo competitivo e di qualità, per un turismo che ha ormai generalmente compreso il nesso fondamentale tra valorizzazione e tutela ambientale e ci auguriamo che gli spunti del convegno non vengano portati via dalla brezza di una serata estiva.
Le nostre proposte per la tutela dell’habitat della posidonia oceanica sono queste:
– La rimozione di tutti i corpi morti cementizi di ancoraggio (grossi blocchi di cemento) posizionati sulla posidonia e nei fondali che hanno gravemente danneggiato la posidonia, al pari di come si sta facendo nei fondali dell’Isola Dino grazie anche al contributo importante della Guardia costiera di Maratea;
– Introduzione di sistemi di ancoraggio ecosostenibili che non danneggino la posidonia oceanica ma ne consentano la ricostituzione in un buono stato di conservazione;
– Sensibile riduzione del numero degli ancoraggi considerato il forte carico inquinante che centinaia di imbarcazioni da diporto determinano sul posidionieto ed anche sulla sicurezza della balneazione in un ampio tratto di mare quasi completamente saturato da queste.