Alta Velocità ferroviaria. “Dubbi e speranze di un territorio”. A Praia a Mare si è aperto il dibattito
Tutti d’accordo sul fatto che l’alta velocità ferroviaria ci vuole perché genera sviluppo e crescita. Lo hanno detto anche i rappresentanti di Rfi e di Italferr. Ovunque passi questa infrastruttura dona opportunità; ma il progresso deve anche essere sostenibile e proprio su questo punto si è aperto il dibattito. Stamani, giovedì 14 dicembre, la sala consiliare di Praia a Mare ha ospitato la prima parte della discussione sulla realizzazione del lotto 1C dell’alta velocità Buonabitacolo-Praia.
Al tavolo erano presenti i rappresentanti di Rfi e Italferr, soggetti attuatori dell’infrastruttura; i sindaci del territorio e i rappresentanti delle associazioni. La prima parte, più tecnica, è servita per raccogliere le impressioni dei rappresentanti istituzionali e non solo. A fare gli onori di casa è stato il sindaco della Città dell’Isola, Antonino De Lorenzo. La stazione ferroviaria di Praia a Mare sarà al servizio dell’intero Golfo di Policastro, quindi tutto ciò che ruota intorno va riqualificato.
Lo hanno fatto capire i sindaci del versante lucano del fiume Noce di Lauria, Lagonegro e Rivello. Vanno ammodernate le strade, bisogna pensare al trasporto pubblico, bisogna anche tenere in considerazione l’impatto che l’opera avrà sull’ambiente. La maggior parte del tracciato si snoderà nel sottosuolo, in galleria; dopodiché c’è il fiume, che attraversa un’area protetta e la zona in cui sorge l’impianto di trattamento rifiuti di San Sago, che ha unito il territorio nella battaglia contro la riapertura.
Scendendo nel cosentino, si arriva a Tortora e qui le lagnanze, così come le proposte, sono aumentate. Il vicesindaco Biagio Praino ha chiesto una delocalizzazione del depuratore in località Falconara, unendolo a quello di Praia, sito sul Lungomare Sirimarco. I due impianti potrebbero essere “realizzati” in un’altra area. Così come è stata anche lanciata l’idea di distribuire i tanti metricubi di materiale, sottratto alla terra durante la realizzazione dell’opera, lungo il litorale tortorese, per un ripascimento definitivo.
Il sindaco di Tortora, Antonio Iorio, ha chiesto se fosse possibile utilizzare il tracciato ferroviario già esistente e che “spacca in due” la cittadina tirrenica, rendendo anche difficile il passaggio da un versante all’altro, soprattutto per i mezzi di soccorso. Infine, il consigliere di minoranza Pasquale Lamboglia, come già anticipato, ha fatto notare che Tortora sarà devastata dal passaggio dell’infrastruttura. Il fiume Noce, l’area archeologica del Palecastro, l’area di Torre Nave e l’Aranceto, al confine con il comune di Praia, saranno modificate completamente.
Erano presenti anche i proprietari delle abitazioni che sorgono lungo la strada Orrico di Tortora. Tre appartamenti dovrebbero essere abbattuti e in uno di questi abita un uomo di 99 anni. Che l’intervento sia importante nessuno lo mette in dubbio, ma si può tenere in considerazione l’aspetto affettivo?
In ultimo, Scalea. Il sindaco della Città di Torre Talao, Giacomo Perrotta, ha palesato il suo “dissenso” sul fatto che la cittadina da lui governata non sia stata tenuta in considerazione degnamente nell’organizzazione di questa riunione. “Non è una questione di campanile – ha detto – ma la nostra stazione ferroviaria, da poco ammodernata, serve molto l’entroterra; registriamo picchi anche di 500 mila utenti nel periodo di agosto e non se ne può fare a meno. Io non ho nulla da obiettare sul fatto che Praia a Mare diventi centrale, ma il problema è che da qui non passerà un’alta velocità ‘pura’, ma per molto tempo continuerà a viaggiare sulla linea esistente”.
Ciò ha aperto il dibattito sul dopo Praia. Come proseguirà il tracciato? Una domanda posta anche da Ettore Durante, in rappresentanza dell’Unione delle associazioni della Riviera dei Cedri e del Pollino. Inoltre, perché la Praia-Tarsia è stata eliminata?
Le risposte dei tecnici di Rfi e Italferr
Il tutto può essere riassunto in questo modo: l’alta velocità è uno strumento di sviluppo intorno al quale si può e si deve costruire il resto. Alcune cose sono prevedibili, altre no. Si pensi insomma a tutto ciò che riguarda il potenziamento dei collegamenti ferroviari o su gomma tra la costa e l’entroterra. In tutto questo, Italferr ed Rfi non entrano, in quanto soggetti attuatori. Il discorso è politico ed è affidato allo Stato e alle Regioni.
La prima questione trattata è stata quella degli “espropri”. Espropriare non vuol dire sfrattare, tutto viene concordato con i proprietari e non potrebbe essere altrimenti. Per quanto riguarda il passaggio per Tortora, i tecnici hanno studiato le soluzioni meno impattanti, tenendo conto anche delle esigenze della popolazione. Nell’area Torre Nave-Falconara, la galleria sotterranea sarà realizzata a una profondità che va dai 40 metri ai 18 metri. Inoltre, se da una parte c’è la possibilità di utilizzare il materiale raccolto durante gli scavi per il ripascimento del litorale, più improbabile è la possibilità di delocalizzare e unire i depuratori. Altro aspetto importante, molti dei punti che sono stati sollevati andranno discussi durante la Conferenza dei servizi; in questa fase, infatti, il dibattito serve per sollevare delle obiezioni o per portare delle proposte che potranno essere accolte,
I sindaci del lagonegrese, ad esempio, hanno puntato sulla vecchia tratta Sicignano-Lagonegro, ma anche in questo caso la sede utile per la discussione è un’altra. Certamente, una stazione come quella di Praia a Mare, che nelle intenzioni di tutti dovrà servire il Golfo di Policastro, deve essere facilmente raggiungibile.






