“Addio al mare dell’esilio”. Lucia Donadio ha incontrato gli studenti del “Classico” di Praia a Mare e delle “Medie” di Tortora
In modi diversi, a seconda delle platee, ma sempre tenendo in considerazione quei flussi migratori che tra Ottocento e Novecento caratterizzarono l’Italia e in particolare il Meridione. Non va raccontata solo la fredda oggettività del fatto storico, ma anche quell’insieme di sensazioni e di malinconie “inespresse” che hanno portato ogni migrante a sentirsi sempre straniero, a convivere con il trauma di quello che in alcuni casi è stato un vero e proprio esilio.
Di tutto questo hanno parlato gli studenti del Liceo classico “Aldo Moro” di Praia a Mare e delle Scuole medie “Amedeo Fulco” di Tortora, negli incontri tenutisi ieri mattina, lunedì 06 novembre, in due momenti differenti, insieme a Lucia Donadio, autrice del libro “Addio al mare dell’esilio”, edito da Rubbettino.
Dopo la presentazione di domenica scorsa ad Aieta, la scrittrice ha incontrato anche le scolaresche, stimolando il dibattito tra i più giovani. Al suo fianco lo Storico delle migrazioni, Vittorio Cappelli, e Pasquale Lanzillotti della Libreria Victoria-Ubik di Praia a Mare, che ha organizzato la due giorni di incontri.
“Sul filo della memoria – scrivono gli studenti del liceo classico – si è ricostruito il tema dell’esilio di chi parte per “fare l’America” e si sentirà sempre straniero; essere: “l’Italiano” in America e “l’Americano” in Italia, è una condizione che si esprime nella nostalgia, collocando queste persone in una dimensione di non luogo. Tutto questo si concretizza anche nel rapporto difficile con la lingua. Al termine del romanzo, Bruno dirà “le mie tre lingue”, perché la lingua madre è il dialetto, che mai dimenticato riaffiora alle labbra anche nell’età avanzata dell’ultimo ritorno in Italia”.
Nell’incontro tenutosi invece a Tortora, oltre a discutere del libro, il romanzo di Donadio aveva dato precedentemente il via al laboratorio didattico di scrittura creativa, in cui i ragazzi hanno immaginato di essere degli emigranti e scritto lettere ricche di emozioni, consegnate poi alla scrittrice.
“Una magnifica esperienza – scrive la direttrice della Biblioteca “Chiappetta”, Antonella Palladino, nonché docente delle scuole medie – un ringraziamento va alla referente dell’Istituto comprensivo per la biblioteca, Bice Sanfilippo, alla responsabile di plesso Mariangela Gabriele, alle docenti sempre disponibili e collaborative e al consigliere alla Cultura del Comune di Tortora, Gabriella Fondacaro, che non fa mai mancare il proprio supporto”.


Dalla quarta di copertina di “Addio al mare dell’esilio”
Addio al mare dell’esilio illustra, come in un album fotografico, il destino incrociato di vari personaggi accomunati da legami familiari, sull’onda dell’emigrazione italiana nelle Americhe. L’autrice, grazie al suo sottile istinto narrativo, ci introduce nel mondo di chi attraversa l’oceano ed è segnato dall’assenza della patria, come in quello di chi senza uscire dal suo paese vive ancorato sulle rive della nostalgia. La narrazione elabora questo dramma che attraversa le generazioni, in una sapiente alternanza di punti di vista, dove le voci che parlano in prima persona mettono allo scoperto i conflitti tra diverse patrie e lingue, le difficoltà della paura e del senso di colpa, l’amore lacerato dalle contraddizioni e il destino dell’essere stranieri. In queste pagine, case e giardini, lettere e diari, fotografie e oggetti antichi diventano presenze vitali. Come il vecchio orologio da taschino di un militare sopravvissuto alla sconfitta di Napoleone in Russia, che viene impegnato perché un suo pronipote intraprenda il viaggio verso il Sudamerica. Il romanzo è, infine, un omaggio intimo a chi riempì la sua vita con un sogno ereditato: il giovane calabrese che emigra in Colombia, si trasforma in venditore di stoffe in un luogo sperduto della cordigliera andina, vive quasi cent’anni e conquista, a forza di debolezze, un amore per la vita capace di riscattare tutte le vicissitudini, tutti gli esilî.