CALABRIA. PRAIA A MARE. IL VELENO DI UNA “CAMPAGNA ELETTORALE” INFINITA
Accade che una mattina ti svegli, apri Facebook e scopri che ancora la campagna elettorale a Praia a Mare non sia finita, nonostante il giudizio delle urne sia stato scritto da più di due settimane. Continuano le provocazioni, volano parole grosse e constati che la logica del “nemico/amico” non è terminata.
Leggi commenti aberranti, noti che lo spazio virtuale diventa un ring e che negli spazi fisici, ossia piazze, Lungomare e Viale della Libertà, si parli solo di quelle parole che poi potrebbero essere consegnate al “diritto all’oblio”, previa battaglia nelle aule giudiziarie. E proprio quest’ultimo aspetto andrebbe preso in considerazione perché, mai come nei non-luoghi dello spazio virtuale, ciò che si scrive rimane e, in alcuni casi, anche i chiarimenti “face to face” servono a poco.
Accade anche che avvengano atti che non si possono cancellare, in alcun modo, come quello raccontato dall’ex consigliere comunale di minoranza, Norina Scorza, che, la notte scorsa, si è ritrovata nel cortile di casa un “pezzo di lampione”, recuperato a quanto pare da piazza dei Caduti e usato come “oggetto” da lanciare sulla sua automobile. Che sia riconducibile o meno a qualche scontro “facebookiano” nessuno può dirlo con certezza, ma neanche si può escludere.
Il provetto lanciatore, nonostante abbia dovuto calcolare la distanza giusta dalla ringhiera dell’abitazione della Scorza per dare al “lampione” la giusta parabola per colpire l’auto, non è riuscito nel suo intento. L’auto è stata scalfita, ma non danneggiata come l’autore avrebbe voluto. Rimane comunque un gesto inqualificabile, che dimostra cosa stia avvenendo nella Città dell’Isola Dino.
Si dice che Praia a Mare abbia bisogno di pace sociale, ma non da oggi, da parecchio tempo. Negli anni le divisioni in fazioni “mobili” hanno sempre avuto un “comun denominatore”: un veleno antico che crea tante tribù. Inoltre, sempre grazie ai “ricordi” propinati da Facebook è possibile verificare come le categorie “nemico/amico” cambino più o meno ogni quinquennio; ma sia ben chiaro, non facciamo nessun riferimento al sacrosanto diritto di “cambiare idea”, perché la democrazia è soprattutto il “diritto e tante volte anche il dovere” di cambiare idea.
Certo, questo veleno ancora resiste in tutte le piccole comunità, in cui le elezioni e la campagna elettorale non sono mai state veri momenti di dialogo democratico, ma sempre attimi giusti per “togliersi qualche sassolino dalla scarpa”… fatto sta, che poi arriva il momento della maturità.
Magari, Praia potrebbe iniziare a dare il buon esempio?