Capitale italiana della Cultura 2026. Audizione al Ministero della Cultura per illustrare storia e bellezze della “finalista” Maratea
Un’audizione ricca di emozioni e terminata con un lungo applauso quella andata in scena a Roma, presso la Sala Spadolini del Ministero della Cultura, tenutasi martedì 05 marzo e, durante la quale, è stata illustrata la storia di Maratea. La Città del Cristo concorre per il titolo di Capitale italiana della Cultura per l’anno 2026. “Abbiamo avuto modo di rimarcare i forti legami tra beni culturali e comunità di valori che i marateoti portano avanti attraverso la storia, dalla fondazione sino ai nostri giorni. Accoglienza e convivenza pacifica tra popoli di diversa estrazione, cultura e religione, difesa della libertà, rappresentano il tratto distintivo di Maratea”. Così ha commentato il sindaco della cittadina lucana, Daniele Stoppelli, in testa alla delegazione che ha partecipato alla giornata.
Il comunicato stampa
Un applauso lungo, intenso, corale levatosi dalla platea presente in Sala Spadolini, a Roma, ha chiuso l’audizione di Maratea città finalista per il titolo di Capitale Italiana della Cultura per l’anno 2026.
Il sentimento di un’intera regione, raccolta intorno alla sua città, ha trovato espressione in una reazione spontanea e liberatoria, stimolata dalle parole dei membri della delegazione e dalle emozioni d’autore suscitate dagli artisti Franz Cerami e Rocco Papaleo presenti nella prestigiosa sede del Ministero della Cultura.
Abbiamo avuto modo di rimarcare i forti legami tra beni culturali e comunità di valori che i marateoti portano avanti attraverso la storia, dalla fondazione sino ai nostri giorni. Accoglienza e convivenza pacifica tra popoli di diversa estrazione, cultura e religione, difesa della libertà, rappresentano il tratto distintivo di Maratea.
I marateoti hanno inoltre il grande merito di essere riusciti, nel tempo e nei secoli, a preservare territorio e paesaggio. Questa virtù si riscontra nei suoi uomini più illustri, come il prof. Francesco Sisinni che ha collaborato con Giovanni Spadolini alla creazione del Ministero dei beni culturali di cui è stato anche Direttore Generale.
La candidatura di Maratea a Capitale Italiana della cultura è innanzitutto un doveroso riconoscimento per questa vasta “comunità di valori” e per il suo ampio patrimonio culturale, quale esempio ed occasione di sviluppo per tutta la Basilicata che vuole dare ai giovani la possibilità di realizzare i propri sogni, dandogli la possibilità di scegliere se andare o restare.
Da Sindaco vedere la sala gremita di tanti sindaci, tanti lucani e di tanti ragazzi delle nostre scuole ci ha fatto comprendere che il lavoro svolto in questo periodo è stato apprezzato; questo ci dà slancio e energia supplementare da investire in nuove progettualità e iniziative per dare a Maratea il ruolo che merita sul grande palcoscenico nazionale e locale.
È stata un’altra dimostrazione della autorevolezza e capacità di questa amministrazione che ha saputo esprimere una visione chiara e lungimirante, già dimostrata in altre occasioni, per esempio con l’ingresso di Maratea nei Borghi più belli d’Italia grazie al quale la nostra città partecipa anche al “Borgo dei Borghi”.
Ringraziamo Stefano Rolando, per avere guidato questa sfida, i membri della cabina di regia che ha dato vita al dossier, l’Apt e la Regione Basilicata, per il sostegno giunto forte chiaro anche questa mattina grazie all’intervento del Direttore Antonio Nicoletti e dell’Assessore Cosimo Latronico, il Sindaco di Moliterno, Antonio Rubino, per il suo impegno strategico, tutti i Sindaci, il Gal La Cittadella del Sapere, l’istituto IIS Giovanni Paolo II, le istituzioni, le associazioni e i cittadini e le cittadine che hanno voluto mettersi in cammino con noi.
“La mia è la storia di uno che voleva andarsene e se n’è andato, ma che ora vuole tornare.” Rocco Papaleo