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Arcomagno di San Nicola Arcella. “Il masso da rimuovere, la salvaguardia dei luoghi e le perplessità”

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Il comune di San Nicola Arcella dovrà fare il possibile per salvaguardare l’integrità del sito dell’Arcomagno. Non solo, dovrà anche essere celere. Questo quanto chiede la Soprintendenza delle belle arti e paesaggistiche.

A intervenire sulla vicenda anche l’associazione Italia Nostra alto Tirreno cosentino che chiede conto all’amministrazione del masso, notato il 28 giugno scorso, caduto nello specchio d’acqua del sito naturalistico. Per gli ambientalisti “i lavori di rimozione possono essere fatti e anche senza spendere grosse cifre”.

Non si sa se quel masso sia parte delle frane avvenute nei mesi scorsi, se si sia staccato dalla fragile parete rocciosa o se sia caduto in mare durante le operazioni di pulizia. Insomma, al di là di questo per ambientalisti e Soprintendenza bisogna ripristinare lo stato dei luoghi. Dal canto suo, il sindaco di San Nicola Arcella, Eugenio Madeo, ha inviato proprio oggi, venerdì 29 settembre, una lettera alla Soprintendenza nella quale chiede un confronto.

“Eliminarlo? E come? E per portarlo dove? – scrive Madeo – Negli anni trascorsi, quanti altri massi sono caduti in mare e sulla spiaggetta e cosa si sarebbe dovuto fare per preservare le originarie caratteristiche del sito, rimuoverli tutti? Sono le domande che ci siamo posti e nel frattempo abbiamo preferito lasciarlo lì, anche come avvertimento per pericoli caduta massi, rivelatosi molto utile per gli addetti al controllo, che invitavano i visitatori a non nuotare in prossimità delle parete rocciosa. Siamo pronti in ogni caso a discuterne e sono convinto che da una comune riflessione potrà scaturire la decisione migliore sotto ogni aspetto”.

Da notare che per la prima volta il sindaco Madeo ha firmato la missiva anche come “architetto”, quasi a voler ribadire che le sue perplessità sono fondate su delle specifiche conoscenze.

La lettera di Eugenio Madeo alla Soprintendenza

Durante la trascorsa stagione invernale si sono verificati distacchi rocciosi depositati lungo il percorso che porta alla spiaggetta dell’Arcomagno, che rischiavano di rappresentare un costante pericolo per la pubblica incolumità.

Nell’approssimarsi della stagione balneare, poichè diventano sempre più numerosi i visitatori che intendono raggiungere il sito e poiché con ordinanza sindacale del luglio 2022 è stato consentito l’accesso alla spiaggetta dell’Arcomagno solo ed esclusivamente in presenza del personale addetto al controllo ed alla vigilanza, per ridurre al minimo la condizioni di rischio residue sempre presenti, si è reso necessario eliminare con la massima urgenza i rischi derivanti dalla presenza di tali distacchi rocciosi, per evitare pericoli immediati rappresentati delle traiettorie di possibile caduta dei blocchi rocciosi.

D’altra parte vietare l’accesso alla spiaggetta dell’Arcomagno e chiudere tutti i possibili ingressi è operazione rivelatasi inutile perché, nonostante le ordinanze sindacali di divieto emanate dal 2001 in poi, è continuato il flusso incontrollato di visitatori che hanno superato barriere ed ostacoli di ogni genere, organizzando bivacchi, assembramenti oltre ogni limite, devastando e deturpando un geosito di eccezionale bellezza.

In modo particolare si è provveduto con ditta specializzata a realizzare il disgaggio di un masso che, depositatosi lungo il percorso a seguito di frana, poteva, da un momento all’altro, precipitare direttamente in mare, rappresentando un pericolo costante per la pubblica incolumità.

Eliminarlo? E come? E per portarlo dove? Negli anni trascorsi, quanti altri massi sono caduti in mare e sulla spiaggetta e cosa si sarebbe dovuto fare per preservare le originarie caratteristiche del sito, rimuoverli tutti? Sono le domande che ci siamo posti e nel frattempo abbiamo preferito lasciarlo lì, anche come avvertimento per pericoli caduta massi, rivelatosi molto utile per gli addetti al controllo, che invitavano i visitatori a non nuotare in prossimità delle parete rocciosa.

Siamo pronti in ogni caso a discuterne e sono convinto che da una comune riflessione potrà scaturire la decisione migliore sotto ogni aspetto.

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