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Estate 2023. “Concessioni sul demanio marittimo”. Ultimo anno per il rinnovo automatico? Ecco come stanno le cose

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La preoccupazione da parte degli imprenditori balneari sicuramente c’è, visto e considerato che dall’uno gennaio 2024 dovrebbero entrare in vigore le nuove regole per il rilascio delle concessioni sul demanio marittimo, ma c’è anche ben altro e, come spiegatoci dal presidente del Sindacato italiano balneari Calabria, Antonio Giannotti, l’unica cosa certa è che si sta generando solo confusione.

Ma andiamo con ordine. L’otto settembre prossimo, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, si riunirà il Tavolo tecnico, composto dai Ministeri competenti e dai rappresentanti delle associazioni di categoria, che vaglierà i dati raccolti durante la mappatura effettuata sull’intera fascia costiera nazionale e le istanze finora presentate.

La prima cosa che sta balzando agli occhi dalla mappatura è che in tutte le regioni italiane la “risorsa spiaggia” non scarseggia, pertanto verrebbe meno uno degli elementi principali che obbligherebbe all’introduzione della direttiva europea Bolkestein. “Infatti – ci ha detto Giannotti – nel momento in cui c’è la possibilità di rilasciare nuove concessioni, come già sta avvenendo, non c’è bisogno di toccare quelle esistenti. Voglio anche ribadire inoltre che, da anni, le nuove concessioni vengono rilasciate con procedura ad evidenza pubblica, non va dimenticato che quando si presenta a un Ente una richiesta, questa viene affissa all’albo pretorio e se anche altri sono interessati si va a gara”.

Ora, le intenzioni del Governo sono quelle di tutelare le imprese esistenti con una legge coerente alle normative comunitarie, fino a quel momento nessun Comune può effettuare le gare, in quanto mancano i decreti legislativi che normano le stesse. Tale aspetto era stato dettato dal Governo Draghi. “Pertanto – dice Giannotti – invito gli Enti ad aspettare. Sono sicuro che nei prossimi mesi tutto si sistemerà”. E, se proprio si volesse ragionare per paradossi, il Governo Draghi aveva già indicato il 2024 come l’anno in cui si sarebbero dovute predisporre le gare.

Insomma, ciò che è certo è che l’estate 2023 non è stata l’ultima stagione per gli imprenditori balneari che da anni stanziano sul litorale; ma anche questo è al momento un grosso problema.

“Anche i balneari sono stanchi di attendere da più di dieci anni di attendere una legge quadro che riformi il comparto – ha detto Giannotti – siamo i primi a volere delle regole. Infatti, questa situazione di attesa e di speranza ha bloccato gli investimenti. Ormai, gli altri paesi europei ci hanno superato, noi stiamo a guardare e perdiamo sia tempo prezioso, sia la nostra salute”.

Ma non è la Bolkestein il vero problema. Infatti, Giannotti ha anche voluto sottolineare che ancora, soprattutto in Calabria, tanti Comuni non hanno un Piano Spiaggia, senza cui la pianificazione urbanistica, gli investimenti e le possibilità di crescita vengono meno. “Bisogna muoversi anche su questo fronte – conclude il presidente del Sib Calabria – con una certa celerità”.

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