Tortora. Un corteo di luce per dire “no” alla violenza. Cronaca di una fiaccolata
Un corteo di luce per dire “no” a ogni forma di violenza si è messo in cammino da via Ruggiero Pucci, proprio nel punto in cui Francesco Prisco venne ferito a morte nella notte tra il 16 e il 17 febbraio scorsi. Tortora e il comprensorio si sono stretti intorno a mamma Erminia, che per tutto il percorso ha portato tra le mani la foto di suo figlio. In testa al corteo, il vescovo della diocesi San Marco Argentano-Scalea, Stefano Rega.
Cronaca di una lunga serata dedicata a Francesco, a Ilaria, la giovane donna di Scalea uccisa dall’ex compagno il 02 ottobre 2022, e a tutte le persone del comprensorio strappate alla vita dalla violenza insensata. L’appello alla partecipazione è stato forte, non poteva rimanere inascoltato; gente, associazioni e istituzioni hanno risposto. La manifestazione organizzata dalla Pro Loco di Tortora, in collaborazione con l’Unione delle associazioni della Riviera dei Cedri e del Pollino, ha richiamato quanto doveva e chi di dovere, ora si spera che risuonerà anche nei prossimi giorni nelle coscienze di tutti.
C’erano il sindaco di Tortora, Antonio Iorio; i delegati delle amministrazioni di Praia a Mare, Scalea e Diamante; il presidente della Commissione anti ‘ndrangheta della Regione Calabria, Pietro Molinaro; i rappresentanti dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e i componenti della sezione di Scalea dell’associazione Polizia di Stato, guidati dal responsabile Biagio De Francesco; i parroci del comprensorio; i volontari del Comitato della Croce rossa italiana dell’alto Tirreno cosentino; i rappresentanti delle Pro Loco, con il coordinatore zonale Antonello Grosso La Valle.
Il passo lento, in alcune occasioni accompagnato dal vento; la voce emozionata di chi nel corso della fiaccolata è intervenuto con la lettura di alcune riflessioni necessarie. Tutto si è concluso nella chiesa Stella Maris di Tortora, luogo di culto che ieri sera si è trasformato anche in agorà.
Forte l’appello del vescovo della diocesi Stefano Rega: “rispetto delle regole e moralità vanno di pari passo. Le regole infatti non vanno solo rispettate, ma anche interiorizzate, affinché diventino parte dell’agire quotidiano. Il cristiano è chiamato a fare questo, ad educare con la propria vita rendendo testimonianza”. Toccante la testimonianza di Maria Pia Sollazzo, sorella di Ilaria, la ragazza di Scalea vittima di femminicidio. “Ci vogliono pene severe – ha detto rivolgendosi alle forze dell’ordine e alla politica – ma bisogna anche educare quotidianamente alla vita”.
Il sindaco di Tortora, Antonio Iorio, ha ringraziato tutti coloro che si sono stretti intorno alla comunità tortorese in questi momenti bui, dimostrando vicinanza e operosità. A chiudere la serie di interventi Rosalba Caputo, presidente della Pro Loco di Tortora, che in una forte riflessione ha sottolineato come “nessuno viene al mondo cattivo, o peggio ancora è predisposto a diventare una mela marcia che a sua volta provoca dolore. Qualcosa lo rende tale, forse la società, forse l’emarginazione, forse la scarsa attenzione; ecco evitiamo tutto questo, proseguiamo lungo la strada della reciprocità, dell’ascolto”.
E con queste parole di Caputo vorremmo concludere anche noi che abbiamo assistito all’intera serata, seguendo con attenzione ogni attimo. A poco serve una fiaccolata se non si prende coscienza della necessità di estirpare “un male collettivo” che si incarna nell’individuo, per poi manifestarsi attraverso episodi che feriscono e tramortiscono il senso dell’esistenza. C’è una responsabilità collettiva in ogni dramma? Forse non del tutto, perché anche questa sarebbe una giustificazione banale; certamente, questa responsabilità grava nel momento in cui ognuno di noi si gira dall’altra parte e con facilità dice: “questo non è un mio problema”.







































































