FRAZIONI MONTANE DI TORTORA. SEGNALAZIONI DEI RESIDENTI ALLA REDAZIONE: “NON CI ABBANDONATE”
Dall’incrocio al chilometro sette della Ss585, di cui già vi avevamo parlato, ai pericoli che si incontrano lungo la strada San Sago-San Pietro-Pizinno, con alberi che potrebbero cadere da un momento all’altro sulla carreggiata. Continuano le segnalazioni alla nostra redazione da parte dei residenti delle frazioni montane di Tortora. Problemi che toccano all’incirca 300 persone che ancora resistono in un’area montana da cui in troppi vogliono fuggire.
Come ribadito, nei giorni scorsi vi avevamo parlato dell’incrocio al chilometro sette della Ss585 – Fondo Valle del Noce. Qui la statale si interseca con una strada secondaria che è di estrema importanza per i residenti delle zone montane. La striscia continua non permette di immettersi in sicurezza lungo l’arteria. Chi deve andare in direzione Sud, verso Praia a Mare per intenderci, deve prima svoltare verso Nord, percorrere due chilometri, se non arrivare all’uscita di Lauria, distante sette chilometri circa, per girare in piena tranquillità. Ma anche per coloro che arrivano da Nord e che devono raggiungere le frazioni montane, le cose non cambiano. Infatti, bisogna arrivare fino allo svincolo di Castrocucco di Maratea, svoltare in sicurezza sulla carreggiata Nord e raggiungere il famigerato incrocio. A conti fatti, si tratta di un percorso di circa otto chilometri. Infine, va anche aggiunto che, da tempo, qui non si ferma più l’autobus per gli studenti che devono recarsi presso le scuole di Lauria e Lagonegro.

Insomma, se un’automobilista che si trova sulla Ss585 vuole raggiungere le frazioni montane di Tortora deve armarsi di pazienza e non è detto che ci arrivi. Infatti, appena giunti a San Sago si potrebbe ritrovare con il cellulare senza linea e, di conseguenza, può dire addio al navigatore. Anche questo problema è stato segnalato negli anni a Enti e agli amministratori. Nell’area c’è un solo ripetitore ma serve i comuni della Basilicata. Ogni richiesta di potenziamento è caduta nel vuoto.
Ma le segnalazioni non finiscono qui. Infatti, lungo la strada montana San Sago-San Pietro-Pizinno si possono incontrare alberi e pali che si reggono a malapena. Pensate a chi deve attraversare quotidianamente questi luoghi e immaginate che ogni giorno queste persone sfidano la sorte. Finora è andato tutto bene, ma la preoccupazione va all’inverno, periodo in cui le piogge provocano sempre piccoli smottamenti che rendono ancora più pericoloso il tragitto. In alcuni punti, anche la rete che protegge dalla caduta dei massi andrebbe ripulita dalla terra già depositatasi. Il rischio è che a causa di ulteriori accumuli tutto possa cedere.
“Ci sentiamo abbandonati – ci hanno spiegato alcuni residenti – lottiamo contro i mulini a vento. Chiediamo, ma non riceviamo risposte; eppure, i nostri non sono capricci. Siamo anche pronti a raccogliere le firme se ce ne fosse bisogno. Non vogliamo arrivare a questo, speriamo che chi di competenza venga a fare dei sopralluoghi e prenda in mano la situazione”.




