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GUARDIE MEDICHE SUL TIRRENO COSENTINO. TRA DIFFICOLTÀ DI REPERIBILITÀ E CARENZE SI CONSUMA UN CAOS QUOTIDIANO

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Non è una scoperta che sul Tirreno cosentino, così come in tutta la Calabria, i livelli assistenziali minimi non siano garantiti. Non è forse neanche una notizia la lamentela costante dei cittadini. Fatto sta che ogni segnalazione merita considerazione, soprattutto quando giunge da cittadini che decidono di esporsi.

Partiamo quindi da quanto raccontatoci da Oreste Fittipaldi e Teresa Magrino, rispettivamente marito e moglie, che risiedono a Praia a Mare. Nei giorni scorsi, a causa di alcuni problemi di salute di un loro parente durante la notte hanno provato a rivolgersi a una Guardia medica, ebbene tra Praia a Mare, Aieta e Tortora non c’è stata la possibilità di ricevere assistenza. “Vogliamo precisare – ci hanno detto – che in alcun modo stiamo puntando il dito contro chicchessia. Abbiamo però riscontrato un problema di reperibilità e, a quanto pare, non siamo stati gli unici”. Come si è risolta la loro disavventura? “Per fortuna – ci hanno risposto – ce l’abbiamo fatta da soli. Insomma, ci è andata bene”.

Ma c’è anche un altro caso al quale i coniugi hanno assistito ed è avvenuto sabato scorso, il 28 gennaio. C’era bisogno di un medico per constatare la morte di una persona avvenuta in casa improvvisamente “purtroppo – ci hanno detto Oreste e Teresa – anche per questo triste episodio, apparentemente risolvibile in pochissimo tempo, c’è stato bisogno di una lunga trafila che ha portato addirittura a rivolgersi ai Carabinieri, per avere l’intervento di un medico”.

Potremmo scrivere fiumi di parole, dar voce alla più turpe delle indignazioni, ma sappiamo bene che a poco servirebbe. Abbiamo fatto un giro di telefonate e abbiamo chiesto informazioni agli uffici del Distretto sanitario del Tirreno. Ebbene, qual è la situazione? Diamo giusto qualche dato: per coprire il territorio che va da Campora San Giovanni fino a Tortora dovrebbero esserci in servizio 120 medici di Guardia medica, purtroppo ce ne sono 30, quindi ne mancano 90 all’appello. All’ultimo bando sulla continuità dell’assistenza territoriale, pubblicato dall’Asp di Cosenza, hanno risposto in 50; i posti disponibili sono 300. 

E il meglio (nel peggio logicamente) deve ancora venire, perché da quanto ci hanno spiegato dagli uffici del Distretto sanitario tra poco ci sarà carenza di medici di base, visto che tanti stanno andando in pensione e non ci sono sostituti. Dobbiamo ritenerci fortunati, insomma, che molte postazioni di Guardia Medica non siano state chiuse. Il problema quindi è sempre lo stesso: la carenza di medici.

Aggiungiamo anche un’altra testimonianza diretta, quella del sindaco di Aieta, Pasquale De Franco. “C’era un calendario che prevedeva la presenza di una guardia medica solo per quindici giorni. Con molte rimostranze – ha detto De Franco – sono riuscito a raggiungere il risultato che su 28 giorni di febbraio, solo per 7 giorni Aieta resterà sprovvista di servizio. Fatto sta che il mio comune è composto perlopiù da anziani. Se qualcuno dovesse sentirsi male in quei sette giorni, dovrà correre a Praia a Mare”.

Ma sempre Oreste e Teresa hanno voluto ribadire: “Sappiamo bene quelle che sono le carenze sanitarie, ci conviviamo da tempo. Ma vorremmo anche che si ponesse fine a questo scempio. Non pretendiamo che un intero sistema, azzoppato da tempo, inizi a funzionare in maniera eccellente dall’oggi al domani, chiediamo come cittadini, però, di non sentirci abbandonati anche nelle piccole cose, in quelle necessità che sono di tutti. Qui mancano i servizi di base. Le istituzioni prendano a cuore questa situazione, perché sono troppi i disagi contro cui combattiamo”.

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