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AMBIENTE. IMPIANTO DI SAN SAGO DI TORTORA. IL CONSIGLIERE DI MINORANZA RAFFAELE PAPA: “CONTINUIAMO A LOTTARE”

 

In una lunga nota stampa, il consigliere di minoranza Raffaele Papa ha riassunto la lunga lotta per l’impianto di San Sago e ha aggiunto: “ora ci sarà da lottare”

Visto come stanno andando le cose, non proprio per il verso giusto, ed in attesa della convocazione del Consiglio Comunale chiesto dall’intera minoranza, è necessario ritornare sulla faccenda San Sago, per scuotere le nostre coscienze e non pentirci domani di ciò che non abbiamo fatto oggi ed anche perché si abbia effettiva conoscenza di ciò che accade, i cittadini hanno sempre il diritto di sapere.

Ormai conosciamo tutti la verità, il Sindaco aveva detto a tutti cose diverse, che il comune aveva rinunciato, che c’era una strategia, ma il Tar Basilicata ha emesso la fatidica Sentenza ed ha stabilito chiaramente che il ricorso invece è stato respinto, annullato, cancellato, in una sola parola ESTINTO!!!
E non per scelta del comune ma perché presentato in ritardo.

Ma andiamo con ordine e calma, perché l’amara vicenda merita la massima attenzione.

Occorre avere consapevolezza che quella della VincA, (Valutazione d’incidenza Ambientale) è una questione dirimente per l’ottenimento o non dell’autorizzazione all’apertura dell’impianto di depurazione di rifiuti tossici, perché significa che una valutazione favorevole, quale quella rilasciata dagli uffici della Regione Basilicata, equivale a tutti gli effetti ad una quasi apertura delle porte.

Del resto, in questi casi, ricorrere al Tribunale Amministrativo è l’unico modo possibile previsto dalla legge, per annullare o modificare simili provvedimenti quando portano in sé mancanze, omissioni od imprecisioni o nel peggiore dei casi false od errate attestazioni, riferimenti e notizie.

Ciò fa capire a tutti, o dovrebbe far capire, quanto sarebbe stato importante produrre nei termini un atto di opposizione legale avverso tale indispensabile documento.

E avrebbero dovuto comprenderlo soprattutto i nostri amministratori che invece questa opposizione l’hanno deliberata con Giunta del 9 dicembre 2021 e l’affidamento con Determina del 20 dicembre 2021, per poi presentare finalmente il sospirato ricorso ma solo in data 23 dicembre 2021 quando i termini erano già abbondantemente scaduti sin dal 22 novembre 2021.

Si capisce quindi ancora meglio la situazione di gravità in cui ci si espone, ora che questo ricorso viene ad essere estinto, quindi cancellato dal Tribunale anche con condanna dello stesso Comune che dovrà pagare le spese.

Cosa sarà successo per causare tale disastro?

Chissà, forse i nostri amministratori si saranno “distratti” perché impegnati nell’importante referendum sul colore della pista ciclabile!!!
Ma tra il blu ed il giallo delle strisce, hanno messo tutti in una situazione nera per il futuro della salute dell’intero comprensorio.

Purtroppo la realtà è questa, e per dirla con una pietanza di questo periodo, la frittata è ormai fatta ed è anche assai indigesta, perché evidente che senza alcuna valida impugnazione, la Vinca diventa definitiva ed inoppugnabile.

Di fronte a tale desolante panorama cosa possono o potrebbero fare Istituzioni e politica?

Intanto rispettare la legge, tenere conto della volontà popolare e verificare se nelle pieghe o meglio riga per riga del provvedimento, si riscontrano inesattezze che potrebbero stravolgere la natura dello stesso al fine di procedere ad una eventuale revisione o riesame che dir si voglia.

È altrettanto chiaro che eventuali omissioni non possono semplicemente essere supposte, ma è necessario che siano certe e realmente dimostrabili.

Abbaiare alla luna senza senso attraverso letterine di circostanza come fatto fino ad ora, può servire ma sicuramente non basta, servono atti concreti, ecco perché come Consigliere Comunale in data 20 Dicembre 2021 avevo chiesto, tra l’altro, al Sindaco di Tortora di:

… “valutare e quindi procedere alla convocazione di Consiglio Comunale straordinario ed urgente affinché l’assise possa discutere, valutare, decidere e deliberare sulla destinazione urbanistica dell’area interessata all’impianto, con eventuale apposizione di specifici vincoli di tutela ambientale e conseguente procedura di esproprio per parco verde e pubblica utilità.”

Anche qui però si saranno “distratti” perché il Sindaco ha risposto, ma solo in data 15 febbraio 2022 a distanza di circa due mesi, scrivendo:

“…si precisa che come da linee programmatiche, è intenzione di questa amministrazione adeguare il P.R.G. vigente, che prevede la revisione dello strumento urbanistico sull’intero territorio.”

Quindi come dire nessuna urgenza per San Sago, il classico campa cavallo che l’erba cresce, purtroppo però, qui oltre l’erba crescono i rischi per tutti i cittadini, infatti ad oggi nulla si è mosso in tale senso e tutto è rimasto com’era.

Si dirà può capitare, la “distrazione” è sempre dietro l’angolo ed in agguato, meno male però che la “distrazione” non si è vista quando si è trattato di adeguare le proprie nuove indennità, almeno il loro stipendio l’hanno salvato.

Ma ritornando ai problemi di tutti, perché questa proposta che dava la possibilità di mettere in campo altra discussione ed altro materiale da fornire alla Regione Calabria, nelle more del rilascio della contestata autorizzazione, non è stata accettata?

Evidente comunque, che di questo passo e con questi tempi, inutile poi invocare il Santo di turno perché compia il miracolo, anche perché i Santi sono impegnati in altro, più che a disquisire su tali miserie o “distrazioni” terrene; ma anche loro, i Santi, avranno le mani legate di fronte a chi non vuole né sentire e né vedere.

Ritengo quindi che dinanzi a tutto ciò, alla scarsa attenzione e premura ed alla frequente “distrazione”, nemmeno “San Saba di Collesano” il Monaco italo-Greco che abitava nelle nostre contrade e che ha dato il nome di San Sago alla Località, potrebbe far nulla.

Che bisogna ancora lottare senza arrendersi è fuor di dubbio, ed ogni azione in tal senso è quanto mai opportuna, i gruppi di opposizione ne sono più che consapevoli e lo faranno senza esitazione e con ogni mezzo lecito, ma chi ha il potere gestionale lo usi e faccia valere a tutela della gente e del territorio che rappresenta con atti ed azioni incisive che portino alla risoluzione di questa scabrosa vicenda, senza affidarsi ad improbabili salvatori, senza perdite di tempo e senza ulteriori “distrazioni”.

Nella gestione della cosa pubblica chiudersi con presunzione ed arroganza, dire di sì a parole e poi fare il contrario o ciò che conviene con i fatti, pensare di essere superiori a tutti e non chiedere a nessuno, non coinvolgere tutte le forze politiche in problematiche fondamentali ed importanti per la gente ed il territorio, porta a conseguenze drammatiche come quelle che stiamo vivendo.

Per ogni amministratore al primo posto deve esserci il rispetto del popolo che si manifesta nell’assunzione delle proprie responsabilità, nella verità di ciò che si esprime e nell’esserne conseguenziali rifuggendo da ogni “distrazione” che come nel caso specifico può essere disastrosa e fatale.

 

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