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NUBIFRAGIO A TORTORA. PER I DANNI IL COMUNE DOVRÀ FARE DA SOLO… ALMENO PER IL MOMENTO

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Oltre al danno arriva la beffa. Secondo gli uffici regionali, quanto accaduto il 13 ottobre scorso non rientrerebbe nelle tipologie emergenziali, ciò vuol dire che non può essere avviato da subito l’iter amministrativo per la richiesta dello stato di calamità. Detto in soldoni, il Comune dovrà attivarsi per conto proprio con la riparazione dei danni causati dal nubifragio che ha devastato il Centro storico e le frazioni montane di Tortora.

Questo quanto spiegato dal sindaco, Antonio Iorio, nel corso della diretta Facebook (guarda qui) di ieri sera. Un boccone amaro da digerire, visto e considerato che sono stati quantificati ben 3 milioni di danni. Inoltre, anche i privati che speravano di essere risarciti dovranno aspettare chissà quanto tempo. L’amministrazione ha intenzione di opporsi e di avviare ulteriori verifiche, ma è anche vero che bisogna intervenire urgentemente e in una situazione del genere incanalarsi lungo l’iter burocratico ordinario significa una sola cosa, ossia tempi lunghi e asfissianti.

Il primo a soffrire sarà il Centro storico. L’interdizione del tratto che va da piazza De Francesco a piazza Pio XII è un colpo pesante. Una prima soluzione è l’intervento di 238 mila euro per “riparare” il sistema di captazione e regimentazione delle acque. Per effettuare questi lavori, e anche altri, l’amministrazione comunale recupererà soldi adoperando alcuni tagli in bilancio, in particolar modo sui capitoli afferenti il Turismo. Il sindaco Iorio ha già annunciato che a Natale si farà a meno delle luminarie. Anche l’illuminazione pubblica sarà ritoccata. Infatti, nella frazione Marina, a partire dalle ore 21, i lampioni resteranno accessi in maniera alternata, mentre nelle zone periferiche, nelle frazioni montane e nel Centro storico il regime di “accensione alternata” sarà applicato fin dall’imbrunire. “In questo modo – ha detto Iorio – dovremmo risparmiare tra il 25 e il 30 percento sulla spesa in energia elettrica”.

Ma non finisce qui, infatti secondo gli uffici regionali la sola disostruzione del canale del Vallone del Ponte, origine del fiume d’acqua che ha invaso il Centro storico, non basterebbe. Da Catanzaro, il diktat è stato chiaro: “bisogna riportare alla luce quel canale”. Il problema però è come intervenire e soprattutto quanto ci vorrà per vedere realizzata quest’opera tra progettazione, richiesta di finanziamento al Ministero, appalto dei lavori e altro?

Insomma, mentre la Regione Calabria con delicatezza “se ne lava le mani”, negli uffici comunali si continua a “far di conto”. Unica nota positiva, dalla Regione Calabria arriveranno gli 80 mila euro spesi dal Comune per i primissimi interventi, per il resto “in bocca al lupo”.

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