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BELVEDERE MARITTIMO. ORDIGNO ALLA CLINICA “TIRRENIA HOSPITAL”. SI INVOCA LO “STATO”

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Si invoca l’intervento deciso dello Stato, come sempre, davanti all’ennesimo fatto di cronaca avvenuto ieri sera a Belvedere Marittimo. L’ordigno rudimentale esploso alla clinica “Tirreni Hospital” è un fatto gravissimo, pericoloso se pensiamo che ciò è avvenuto in un luogo in cui ci si cura. Come detto dall’assessore alla Sicurezza del Comune di Belvedere Marittimo, Eugenio Greco, in un’intervista rilasciata al giornalista Antonello Troya, “ci vogliono più forze dell’ordine, perché le amministrazioni sono sole. L’unica azione che può fare un Comune è potenziare la videosorveglianza”.

Parole che abbiamo sentito mille volte, giustamente, ogni volta che sono successi episodi del genere. Le amministrazioni non sono onnipotenti. I compiti di controllo, prevenzione e repressione spettano ad altri. Ma come sappiamo anche il numero delle forze dell’ordine è esiguo e ogni appello volto al potenziamento è caduto nel vuoto. Temiamo che anche questo non avrà una sorte diversa.

Ma dobbiamo porci anche altre domande: cosa sta accadendo sul Tirreno cosentino? Che cosa si sta risvegliando e soprattutto ci sono degli equilibri che si sono incrinati? 

Sono troppi i fatti che si stanno verificando da un anno e mezzo a questa parte, in diversi comuni del territorio. Sebbene non sia stato mai provato un collegamento tra gli episodi, certamente non si può nascondere che eventi del genere in poco tempo, racchiudono qualcosa di più della sporadicità. Lo Stato insomma non dimentichi l’alto Tirreno cosentino, ma prenda provvedimenti sul serio.

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