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Santa Maria del Cedro celebra il suo frutto simbolo: il 7 e 8 novembre torna la Festa della Raccolta del Cedro 2026

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COMUNICATO STAMPA

 

Il 7 e l’8 novembre il centro storico di Santa Maria del Cedro ospita due giornate dedicate al Cedro, tra tradizioni, cultura, enogastronomia e promozione della filiera. Un programma che mette al centro il patrimonio agricolo e culturale della Riviera dei Cedri e le opportunità di sviluppo legate al sistema cedricolo.

 

Il Cedro di Santa Maria del Cedro – dichiara il Presidente del Consorzio, Angelo Adduci – non è soltanto un frutto. È un elemento distintivo del paesaggio, una presenza che racconta la storia agricola della Riviera dei Cedri e un patrimonio di conoscenze, tradizioni e identità che attraversa le generazioni. La sua coltivazione, le sue caratteristiche, il suo valore simbolico e le possibilità di trasformazione lo rendono una risorsa capace di generare opportunità ben oltre il settore agricolo.

 

È da questa consapevolezza che nasce la Festa della Raccolta del Cedro 2026, in programma sabato 7 e domenica 8 novembre nel centro storico di Santa Maria del Cedro. L’iniziativa, promossa dal Consorzio del Cedro di Calabria, sotto l’egida del Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria, in collaborazione con i comuni di Santa Maria del Cedro, Papasidero, Aieta, Orsomarso, Santa Domenica Talao, Buonvicino, Scalea, Sangineto e Belvedere Marittimo, si propone di valorizzare il Cedro come driver di promozione culturale, turistica ed economica.

 

L’obiettivo è raccontare il sistema cedricolo nella sua dimensione più ampia: non soltanto produzione e commercializzazione del frutto, ma anche trasformazione agroalimentare, enogastronomia, artigianato, accoglienza turistica, iniziative culturali e valorizzazione del patrimonio locale. Una filiera allargata nella quale cedricoltori, imprese, istituzioni, associazioni e operatori del territorio possono contribuire alla costruzione di nuove occasioni di crescita e collaborazione.

 

La Festa intende proprio rendere visibile questo potenziale, mettendo in relazione il prodotto con i luoghi, le persone e le tradizioni che ne custodiscono il valore. Il Cedro diventa, così, una chiave di lettura del territorio e uno strumento per rafforzarne l’attrattività, favorendo un turismo legato alle esperienze, alle produzioni identitarie e alla scoperta delle comunità locali.

 

Due giornate tra storia, spettacolo e sapori

 

Il programma si sviluppa attraverso iniziative che intrecciano linguaggi e forme diverse di valorizzazione.

 

Sabato 7 novembre si aprirà alle ore 16:00 con l’inaugurazione della manifestazione e degli stand. Alle 16:30 spazio al maestro Carmine Sangineto. Seguirà lo showcooking di Virgilio Valenti, Forager Chef, dal titolo Un dialogo con la natura: un’esperienza che mette in relazione cucina, ambiente e conoscenza delle risorse naturali. È, inoltre, prevista la proiezione del docufilm Il Cedro, diretto da Gianni Romano, dedicato al racconto di questo frutto e del suo mondo.

 

Alle ore 18:00 il centro storico ospiterà il corteo storico Giulia Carafa della Spina, a cura dell’Associazione Makhairas. La rievocazione racconterà la storia della Contessa di Maierà attraverso costumi e balli del Seicento, riportando in scena atmosfere e vicende del passato. La serata proseguirà con il gruppo folkloristico di Castrovillari, la benedizione del raccolto e, alle ore 21:00, la premiazione del concorso Il dolce al Cedro più buono fatto in casa, con una giuria tecnica e una giuria popolare. La giornata si concluderà con un nuovo appuntamento musicale e folkloristico.

 

Domenica 8 novembre gli stand e la manifestazione riapriranno alle ore 15:30. Alle 16:30 sarà protagonista il corteo storico di Santa Domenica Talao, Dal feudo al municipio, con la partecipazione del Principe e della Principessa Spinelli di Scalea, richiamando le origini del borgo nel 1620.

 

Alle 17:30 si esibirà la Banda musicale Giuseppe Verdi di Santa Maria del Cedro. La giornata proseguirà con uno showcooking e con due momenti dedicati al riconoscimento del lavoro e dell’esperienza dei protagonisti della coltivazione: il cedricoltore più anziano e quello più giovane.

 

Alle 19:45 sarà la volta degli chef Enzo e Laura Barbieri con La tradizione del Pollino nel piatto, uno showcooking dedicato alla preparazione dei kruski e della schicculiata, accompagnato da una degustazione. Un appuntamento che sottolinea il valore dell’incontro tra le tradizioni gastronomiche dei diversi territori calabresi e la capacità della cucina di raccontarne l’identità.

 

La serata continuerà con folklore e musica popolare, insieme al maestro Carmine Sangineto e ai suoi allievi, per concludersi con le premiazioni dedicate al Cedro più grande e al Cedro più bello.

 

Per entrambe le giornate sono previsti stand gastronomici, mostre fotografiche, esposizioni di quadri e artigianato: occasioni per conoscere le produzioni locali, incontrare gli operatori e scoprire le espressioni culturali del territorio.

 

A condurre gli appuntamenti sarà Biagio Pepe di Radio Digiesse, che accompagnerà il pubblico durante le due giornate.

Nel corso della giornata di sabato, Radio Digiesse seguirà la manifestazione con una diretta in Visual Radio, raccontando alcuni dei momenti più significativi dell’evento e dando voce ai suoi protagonisti.

La Festa della Raccolta vuole essere molto più di un appuntamento celebrativo. Rappresenta un’occasione per rimettere al centro il valore strategico del Cedro e per promuovere una visione nella quale la tutela della produzione agricola si accompagni alla capacità di costruire nuove relazioni economiche, culturali e turistiche.

 

La valorizzazione del Cedro può, infatti, coinvolgere un insieme articolato di attività: dalla coltivazione alla trasformazione, dalla gastronomia all’ospitalità, dalla divulgazione culturale alle esperienze legate al paesaggio e alle tradizioni. È in questa prospettiva che il Consorzio del Cedro di Calabria intende promuovere il territorio e la filiera cedricola allargata, favorendo una maggiore consapevolezza del potenziale socioeconomico di una risorsa che appartiene profondamente alla storia e all’identità locale.

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