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L’Amministrazione comunale di Diamante rispedisce al mittente le accuse della minoranza su ultimo consiglio comunale

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Comunicato stampa

“Ancora una volta assistiamo al consueto copione di un’opposizione che, esauriti gli argomenti politici, tenta di sostituire il confronto con una narrazione distorta della realtà. Le polemiche passano. I risultati restano”

L’Amministrazione comunale di Diamante, con a capo il Sindaco Achille Ordine, rispedisce al mittente le accuse della minoranza sull’ultimo civico consesso. «Quando mancano le idee, si prova a riscrivere la realtà. Ma i fatti restano fatti. Ancora una volta assistiamo al consueto copione di un’opposizione che, esauriti gli argomenti politici, tenta di sostituire il confronto con una narrazione distorta della realtà. Una strategia che può forse alimentare qualche titolo sensazionalistico o qualche diretta social, ma che non cambia di una virgola la verità dei fatti. Si è parlato addirittura di un presunto concorso della Polizia Locale “bloccato”, di un’interrogazione consiliare rinviata per fantomatici ritardi procedurali, di un Consiglio comunale convocato alle 8:30 come se ciò rappresentasse uno scandalo istituzionale, fino a voler giustificare con queste motivazioni l’abbandono dell’aula da parte dei consiglieri di minoranza. Una ricostruzione oltremodo fantasiosa, oltre che infondata».

Partiamo dal concorso. «Non è stato bloccato assolutamente nulla. La procedura selettiva si è conclusa regolarmente, la graduatoria è stata approvata e da essa sono già state attinte le unità previste sia per la copertura dei due posti a tempo indeterminato sia per il potenziamento del servizio durante la stagione estiva. Parlare o scrivere di concorso “bloccato” significa semplicemente raccontare una realtà che non esiste».

Quanto all’interrogazione consiliare, poi, «non è stata assolutamente rinviata per presunti ritardi procedurali, o per volontà di sottrarsi al confronto, come qualcuno ha cercato strumentalmente di far credere. Non è stata trattata semplicemente perché il Regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale lo vieta espressamente. Nella seduta del 30 luglio, infatti, erano iscritti all’ordine del giorno la Salvaguardia degli equilibri di bilancio e il Documento Unico di Programmazione ed in questi casi l’articolo 46 del Regolamento stabilisce chiaramente che, in presenza di tali argomenti, interrogazioni, interpellanze e mozioni vengono automaticamente rinviate al Consiglio successivo. Non si tratta, quindi, di una scelta politica né di un’improvvisazione dell’Amministrazione, ma della semplice applicazione di una norma regolamentare, uguale per tutti. Sorprende che proprio chi siede tra i banchi del Consiglio comunale mostri una conoscenza così approssimativa delle regole che disciplinano il funzionamento dell’assemblea».

Anche la polemica sui «presunti ritardi nel deposito degli atti si è rivelata priva di fondamento. Nel corso della seduta, infatti lo stesso Segretario comunale ha chiarito puntualmente ogni aspetto, smentendo le contestazioni avanzate dalla minoranza e confermando la piena regolarità dell’iter amministrativo. Quando perfino le spiegazioni del massimo garante della legittimità degli atti vengono ignorate, diventa evidente che l’obiettivo non è comprendere, ma alimentare una polemica ad ogni costo».

E veniamo infine all’orario del Consiglio comunale. «Anche qui si è cercato di costruire un caso che non esiste. Una seduta convocata alle ore 8:30, con quindici punti all’ordine del giorno — molti dei quali soggetti a termini di legge improrogabili — rappresenta una scelta organizzativa assolutamente legittima e perfettamente funzionale allo svolgimento dei lavori. Una scelta che non pregiudica assolutamente la trasparenza e la conoscenza dei lavori consiliari garantita come sempre dall’emittente TeleDiamante che favorisce ormai da anni una ampia partecipazione ai temi che riguardano la nostra comunità da parte di tutta la cittadinanza. A questo si aggiunga che, in numerosi Comuni del nostro territorio (Belvedere, Scalea, Praia, Paola, per citarne alcuni) i Consigli comunali si svolgono abitualmente nelle ore mattutine senza che ciò abbia mai suscitato indignazione.

A tal riguardo peraltro appare curioso come a lamentarsi di tali situazioni siano gli stessi consiglieri che, troppo spesso, scelgono di non partecipare alle Conferenze dei Capigruppo, proprio il luogo nel quale si condividono modalità e organizzazione dei lavori consiliari.

È difficile invocare partecipazione quando si disertano gli strumenti della partecipazione. La verità è che nessuna delle motivazioni addotte giustifica l’abbandono dell’aula. Quella scelta è stata politica. Ed è una scelta che racconta molto più delle dichiarazioni rilasciate nelle ore successive. Quando si preferisce lasciare il Consiglio comunale anziché restare a discutere, si rinuncia al luogo più alto del confronto democratico. Quando si preferiscono i comunicati stampa, i post sui social o le dirette Facebook al dibattito istituzionale, si sceglie il rumore al posto del confronto.

Noi continueremo a fare esattamente il contrario. Continueremo ad amministrare con trasparenza, nel rispetto delle regole e con il massimo senso delle istituzioni. Perché il nostro tempo lo dedichiamo a cercare risorse, realizzare opere, migliorare servizi e costruire opportunità per Diamante.

Le polemiche passano. I risultati restano. Ed è forse proprio questo il punto che più infastidisce qualcuno. Per troppo tempo si è pensato che bastasse raccontare una versione dei fatti perché quella diventasse la verità. Oggi non è più così. Oggi esistono gli atti, i regolamenti, i finanziamenti ottenuti, i cantieri aperti, i servizi potenziati e una comunità che ogni giorno può verificare con i propri occhi ciò che viene fatto.

Le chiacchiere possono occupare qualche post, qualche titolo o qualche diretta. I fatti, invece, costruiscono il futuro. E mentre qualcuno continua a cercare un titolo per il giorno dopo, noi continueremo a lavorare perché Diamante abbia una storia di cui andare orgogliosa anche negli anni a venire.

La differenza è semplice. C’è chi, non avendo risultati da raccontare, prova a raccontare i risultati degli altri come fossero problemi. E c’è chi, senza perdere tempo in polemiche, continua a produrre risultati che nessuna propaganda riuscirà mai a cancellare.

Perché la politica può anche vivere di parole. Ma il giudizio dei cittadini nasce sempre dai fatti. E i fatti, a differenza delle polemiche, non si possono smentire».

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