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LA MAGGIORANZA CONTINUA A NEGARE I DIRITTI DELL’OPPOSIZIONE: MOZIONE DI SFIDUCIA ESCLUSA DALL’ORDINE DEL GIORNO

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Comunicato Stampa

Riceviamo e pubblichiamo

Il Gruppo Consiliare “Insieme per il Futuro”, con il suo Capogruppo Dott. Biagio Farace, denuncia con fermezza l’ennesimo atto di prepotenza da parte della maggioranza del Comune di Santa Maria del Cedro. Nonostante la formale presentazione, in data 18 giugno 2026, di una mozione di sfiducia nei confronti del Vicesindaco Stefano Adduci, questa non è stata inserita all’ordine del giorno del Consiglio Comunale convocato per il prossimo 3 luglio .

La mozione presentata dall’opposizione evidenziava gravi e fondati motivi per richiedere la revoca del Vicesindaco, ai sensi dell’art. 46, comma 4, del D.Lgs. n. 267/2000. Tra le motivazioni addotte, le assenze reiterate e ingiustificate del Vicesindaco (risultato presente in sole 5 sedute su 32), il conseguente danno economico per l’Ente (circa € 2.001,00 lordi mensili per funzioni non esercitate) e il venir meno del rapporto fiduciario con il Sindaco e la maggioranza.

La decisione della maggioranza di escludere questo punto dall’ordine del giorno rappresenta un gravissimo atto di ostruzionismo che mina la correttezza della dialettica democratica e il diritto di controllo dell’opposizione. “È evidente che l’indirizzo politico espresso dall’opposizione è stato deliberatamente disatteso”, dichiara il Capogruppo Farace. “Tale decisione alimenta la percezione di una maggioranza che teme il confronto e che, invece di rispondere alle nostre legittime richieste, preferisce nascondere le proprie crepe interne dietro un muro di silenzio”.

Ma la situazione si fa ancora più grave quando si analizzano i comportamenti del Vicesindaco successivi alla nostra mozione. Per far risultare il Vice Sindaco “presente” nelle ultime delibere, la maggioranza ha messo in atto un tentativo di depistaggio che solleva seri dubbi di legittimità.

In particolare, nella Delibera di Giunta n. 84 del 19/06/2026, il Vicesindaco Stefano Adduci viene dichiarato astenuto. Tuttavia, l’oggetto della delibera riguarda l’approvazione del progetto di fattibilità per i lavori di efficientamento energetico dell’edificio scolastico di Via Palazzo. Il Responsabile del Settore LL.PP., nonché firmatario della proposta, è l’Ing. Claudio Adduci. Si configura quindi un palese e diretto conflitto di interessi per il Vicesindaco, che è fratello del PROPONENTE dell’intervento. La legge (art. 78, comma 2, del D.Lgs. 267/2000) impone agli amministratori l’obbligo di astenersi “ogniqualvolta vi sia una correlazione immediata e diretta tra la situazione personale del titolare della carica pubblica e l’oggetto specifico della deliberazione”. Egli non avrebbe nemmeno dovuto partecipare alla discussione, e invece la sua presenza fisica ha contribuito alla formazione del quorum strutturale della seduta, invalidando di fatto la delibera.

Ancora più eclatante è il caso della Delibera di Giunta n. 82 del 19/06/2026. In questo caso, il Vicesindaco Stefano Adduci viene fatto risultare presente e votante. L’oggetto è una variazione al bilancio che include, tra le altre, risorse FOI per l’intervento “Potenziamento dell’offerta dei servizi di istruzione scuola materna Via Palazzo – CUP H55E22000040006” ecc…. Questo è lo STESSO TIPO D’INTERVENTO per cui l’Ing. Claudio Adduci ha firmato la proposta della delibera n. 84. Il Vicesindaco ha quindi votato un atto di variazione di bilancio che stanzia fondi per un progetto PROPOSTO e firmato da suo fratello, configurando un conflitto di interessi ancora più grave, in quanto ha attivamente partecipato alla decisione che riguarda un interesse diretto di un suo parente stretto (fratello). Come si può consentire a un Vice Sindaco di votare su un progetto che arricchisce professionalmente suo fratello?

Di fronte a questi fatti, il Gruppo “Insieme per il Futuro” pone una domanda fondamentale: come potrà il Vicesindaco Stefano Adduci succedere al Sindaco Vetere, se entrambi non sanno riconoscere nemmeno quando un atto è illegittimo e quindi annullabile? La partecipazione a un atto in cui si ha un interesse diretto o indiretto, come nel caso di un parente fino al quarto grado, rende l’atto stesso viziato e passibile di annullamento da parte del TAR .

Questa maggioranza dimostra quotidianamente di non avere alcun rispetto per le regole e per il ruolo dell’opposizione. Non si limitano a ignorare le nostre richieste, ma mettono a rischio la legalità dell’azione amministrativa per coprire le magagne interne. Noi continueremo a vigilare e a denunciare, perché il Comune di Santa Maria del Cedro merita un’amministrazione che agisca con disciplina, onore e trasparenza, non certo con questi vergognosi episodi.

Il Capogruppo “Insieme per il Futuro” Dott. Biagio Farace

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