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Papasidero. “Il mio nome coperto con della vernice nera”. Lettera alla redazione del consigliere Carlos Alberto Di Cunto

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Pubblichiamo la lettera inviataci dal consigliere comunale di Papasidero, Carlos Alberto Di Cunto, eletto nel 2020 nella maggioranza guidata dal sindaco Fiorenzo Conte. L’esponente politico è stato vittima di un atto vandalico. Ignoti infatti hanno coperto con della vernice nera il suo nome, nella lista degli eletti affissa nella sede comunale.

La lettera di Carlos Di Cunto

Quale non è stata la mia sorpresa, questa mattina, entrando nella sede comunale, nelle vicinanze della stanza del sindaco, nel trovare la lista dei consiglieri eletti nell’anno duemilaventi con il mio nome coperto da vernice nera. Si tratta di un chiaro atto di vandalismo, che interpreto non solo come un’offesa personale — in quanto consigliere legittimamente eletto — ma, soprattutto, come un gesto offensivo e minaccioso contro l’integrità della nostra istituzione.
Rimango calmo, sereno e tranquillo. Tuttavia, quando manifestazioni di questo tipo diventano pubbliche e avvengono proprio all’interno della Sede Comunale, cessano di essere semplici provocazioni o atti isolati. Diventano un segnale preoccupante di degrado istituzionale e di mancato rispetto del ruolo che ogni consigliere, legittimamente eletto, esercita nel nostro sistema democratico.
Sono un uomo di sessant’anni, che ha sempre svolto il proprio dovere con dedizione e pace. Non sono una persona conflittuale, né cerco lo scontro. Ma non sono neppure qualcuno che accetta di essere colpito e semplicemente lasciar correre. No, signori. Non posso permettere che questi attacchi, queste minacce e questa mancanza di rispetto restino impuniti.
La denuncia sarà fatta, come deve essere, sia alla polizia locale, ai carabinieri o agli Organi Competenti. Dopotutto, questo atto ha superato il semplice vandalismo ed è diventato un atto politico, che non possiamo ignorare né lasciare passare sotto silenzio.
È diventato un atto politico quando si sono permessi di tentare di cancellare il mio nome, il nome di un consigliere eletto, il quinto più votato e parte integrante della maggioranza. Questo gesto non colpisce solo me, ma ferisce il principio stesso della rappresentanza democratica e il rispetto della volontà degli elettori.
Ritengo questo episodio un duro colpo per il Comune di Papasidero. È importante ricordare che la carica di consigliere comunale è equiparata a un pubblico ufficiale, ai sensi dell’articolo trecentocinquantasette, del Codice Penale. Perciò, quando un consigliere comunale eletto si sente offeso pubblicamente, non si tratta solo di un’aggressione personale, ma di una questione giuridica seria che merita indagine e adeguata punizione.
Pertanto, non si tratta di un semplice atto di vandalismo, ma di una grave infrazione che danneggia l’integrità del nostro sistema democratico e la dignità delle istituzioni.
Esigo con fermezza il rispetto assoluto per la carica che ricopro, per la volontà dei cittadini che mi hanno eletto e per le istituzioni che rappresentano la base della nostra democrazia. Non permetteremo che atti di disprezzo e intimidazione indeboliscano la fiducia della popolazione nei propri rappresentanti. La giustizia sarà cercata e la responsabilità richiesta.

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