Segnalazione. Chi deve pulire la strada che collega Santa Domenica Talao a Papasidero e Scalea?
“Chi deve intervenire sulla strada di località Finocchio?”. Lo chiede Guido Grisolia di Santa Domenica Talao, che in una lettera alla nostra redazione ha voluto porre l’attenzione su questa arteria che collega il borgo tirrenico con Scalea e Papasidero.
Da quanto spiegatoci, questa strada è lasciata nel degrado da trent’anni. Non solo non viene fatta manutenzione, ma nel momento in cui ci si rivolge agli Enti ecco che comincia il rimpallo sulle competenze. Nel caso in questione a questo gioco partecipano Comune, Provincia di Cosenza ed ex Consorzio di Bonifica Valle Lao. Fatto sta che rovi e buche complicano la vita degli automobilisti.
“Per decenni – scrive Grisolia – è stata considerata consortile. Poi, negli ultimi anni, il Sindaco di Santa Domenica Talao ha lasciato intendere pubblicamente che la competenza fosse passata alla Provincia. Una Provincia che però mi ha risposto ufficialmente il 15 maggio 2025, negando ogni coinvolgimento. E il Comune? Presente solo sulla carta: pur trattandosi di territorio comunale, non ha mai effettuato un intervento, né chiarito formalmente le competenze; anzi, è scomparso nel nulla il finanziamento regionale di 300 mila euro per la messa in sicurezza annunciato il 27 maggio 2021 sui social e sulla stampa”.

C’è anche un altro aspetto che coinvolge il signor Grisolia: lì ha un terreno e ogni anno paga regolarmente i tributi consortili “che – ci dice – nel 2024 sono anche aumentati, ma di manutenzione neanche l’ombra”.
Insomma, la storia dell’arteria in contrada Finocchio-Sovareta non è dissimile dall’altra strada che collega Santa Domenica Talao a San Nicola Arcella, anche quest’ultima più volte segnalata per i tanti disagi.
“Forse il paradosso è che il Consorzio si limita alla vegetazione: non la rimuove, la coltiva – ironizza Grisolia –. Ma se il loro compito è lasciare le strade a marcire, allora almeno che non chiedano di pagarli. Non è più una protesta personale – conclude – è legittima difesa. E la pazienza, come l’asfalto qui, è finita da tempo”.