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Dal Golfo di Policastro. Il Partito Socialista Italiano aderisce alla manifestazione in difesa dell’Ospedale di Sapri

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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa

La mobilitazione a tutela dell’Ospedale “Immacolata” di Sapri continua con determinazione e partecipazione attiva da parte delle istituzioni, dei cittadini e delle forze politiche e sociali del territorio. Dopo la partecipata assemblea generale dello scorso 8 aprile presso l’Aula Magna dell’ospedale, un nuovo importante incontro si è tenuto il 15 aprile presso l’aula consiliare del Comune di Sapri.

Alla riunione hanno preso parte i Sindaci del Distretto Sanitario 71, guidati dal Sindaco di Sapri Antonio Gentile, il Comitato di lotta per la difesa dell’ospedale, le Comunità Mediterranee, numerose associazioni, sindacati; i Socialisti del Golfo di Policastro hanno preso parte all’assemblea con il Consigliere provinciale con delega al turismo Pasquale Sorrentino, l’Assessore alle Pari Opportunità del Comune di Vibonati Anna Maria Maiorano e il Consigliere nazionale del PSI Gianfrancesco Caputo.

Dall’incontro sono emerse due iniziative chiave per la salvaguardia dell’Ospedale di Sapri: l’incontro con il Prefetto di Salerno, Francesco Esposito, previsto per il prossimo 29 aprile, fortemente voluto e organizzato dal Consigliere provinciale Pasquale Sorrentino. All’appuntamento parteciperanno i Sindaci del Distretto 71, le forze politiche territoriali, i Comitati di lotta, con l’obiettivo di portare all’attenzione del Governo le criticità sanitarie dell’area.

La grande mobilitazione popolare in programma per il 5 maggio nella città di Sapri a cui ha aderito il Partito Socialista Italiano del Golfo di Policastro, un momento fondamentale per unire le voci del territorio in una manifestazione di massa a difesa del diritto alla salute e della presenza di un presidio sanitario efficiente nel Golfo di Policastro.

La battaglia per l’Ospedale di Sapri non si ferma. Le comunità locali ribadiscono con forza la volontà di non arretrare di fronte a decisioni che potrebbero compromettere l’assistenza sanitaria pubblica di un intero territorio.

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