Cosenza. “Beccati con un chilo e 600 grammi di cocaina”. Arrestati dalla Polizia un 26enne e un 30enne
Trasportavano sulla propria auto un chilo e 600 grammi di cocaina. La sostanza stupefacente se fosse stata immessa sul mercato avrebbe fruttato circa 200 mila euro. Per questo motivo, nella serata del 4 febbraio, due ragazzi, rispettivamente di 26 e 30 anni, sono stati arrestati dagli agenti della Polizia, a Cosenza. I due prima hanno forzato un posto di blocco, poi, vistisi inseguiti dalle forze dell’ordine, hanno abbandonato l’auto e si sono dati alla fuga a piedi. Il tutto è avvenuto nell’area urbana della città bruzia. Al momento, entrambi si trovano in carcere in attesa di giudizio.
Il comunicato stampa della Polizia
Nella serata del 4 febbraio scorso, personale della Squadra Volante di questa Questura, diretta dal Questore della Provincia di Cosenza, dr, Giuseppe CANNIZZARO, durante il servizio di controllo del territorio, ha tratto in arresto due ragazzi di 26 e 30 anni, per i reati di cui agli artt. 73 comma 1 D.P.R. 309/1990 e 337 C.P..
In particolare, gli agenti in servizio presso l’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, transitando in un noto quartiere, ad elevata densità criminale, intimavano l’ALT ad un’autovettura con due soggetti a bordo che, alla vista della volante, si davano a precipitosa fuga per le vie della città. Subito venivano intercettati dagli operatori.
I due occupanti, nell’uscire dall’abitacolo, dopo aver cercato di nascondere una busta della spesa sotto la macchina, tentavano ancora una volta la fuga a piedi, ma i poliziotti riuscivano prontamente a bloccarli dopo poche decine di metri. I primi accertamenti hanno consentito di appurare che all’interno della busta era celato un panetto e mezzo di cocaina pura, per un totale di 1 chilo e 600 grammi circa, sostanza, debitamente sequestrata che, una volta immessa sul mercato, avrebbe fruttato più di 200.000 Euro. Vista la gravità del quadro indiziario, i due soggetti venivano arrestati per resistenza a pubblico ufficiale e detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, e, su disposizione del Pubblico Ministero di turno, tradotti in carcere in attesa di giudizio.
Il tutto si comunica nel rispetto del diritto dell’indagato (da ritenersi presunto innocente in considerazione dell’attuale fase del procedimento fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile) al fine di garantire il diritto di cronaca.