Blitz alle case popolari di Acquappesa. Intervengono l’amministrazione e il vicesindaco De Caro
“L’immobile in questione non è mai stato oggetto di concessione e/o assegnazione alla mia persona. Si tratta di un immobile oggetto di assegnazione alla persona di mio padre sin dal 1969. Tutta la documentazione è rinvenibile presso l’istituto delle case popolari”.
Così il vicesindaco di Acquappesa, Massimiliano De Caro, che, attraverso una nota stampa, spiega la propria posizione, in merito ai controlli effettuati dai Carabinieri presso le case popolari di cui vi abbiamo dato notizia ieri, martedì 03 dicembre. Durante le verifiche dei militari, oltre ad altre irregolarità, è stata constatata la mancanza di requisiti da parte di 11 nuclei familiari “che dagli accertamenti – si legge in una nota delle forze dell’ordine – hanno ulteriori abitazioni o non vivono stabilmente negli alloggi: tra queste un’abitazione che era stata concessa dal 1969 a Muto Francesco, boss dell’omonima cosca di Cetraro, attualmente detenuto, mentre in un’altra vi era un Amministratore Comunale”.
“Dopo la morte di mio padre – si difende De Caro – l’immobile è rimasto in famiglia ed era in atto un’interlocuzione con l’ente al fine di verificare la sussistenza dei presupposti giuridici per ottenere la possibilità di riscattarlo. Tuttavia dalla verifica effettuata dagli ispettori dell’Aterp, dall’ultimo sopralluogo del 2 dicembre, tali presupposti sono venuti meno , pertanto abbiamo provveduto a riconsegnare le chiavi all’ente. Questo, semplicemente, è quanto successo”.
Sul caso era intervenuta anche l’amministrazione comunale di Acquappesa, che, in una nota, condannava lo sciacallaggio mediatico “di alcuni seminatori di odio”. Pubblichiamo, per diritto di replica, le note del vicesindaco De Caro e dell’amministrazione comunale.
La nota del vicesindaco Massimiliano De Caro
L’immobile in questione non è mai stato oggetto di concessione e/o assegnazione alla mia persona. Si tratta di un immobile oggetto di assegnazione alla persona di mio padre sin dal 1969 (tutta la documentazione è rinvenibile presso l’istituto delle case popolari). Dopo la morte di mio padre, l’immobile è rimasto in famiglia ed era in atto un’interlocuzione, (visto il possesso pluridecennale) L’immobile in questione non è mai stato oggetto di concessione e/o assegnazione alla mia persona. Si tratta di un immobile oggetto di assegnazione alla persona di mio padre sin dal 1969 (tutta la documentazione è rinvenibile presso l’istituto delle case popolari). Dopo la morte di mio padre, l’immobile è rimasto in famiglia ed era in atto un’interlocuzione con l’ente al fine di verificare la sussistenza dei presupposti giuridici per ottenere la possibilità di riscattarlo. Tuttavia dalla verifica effettuata dagli ispettori dell’Aterp, dall’ultimo sopralluogo del 2 dicembre , tali presupposti sono venuti meno , pertanto abbiamo provveduto a riconsegnare le chiavi all’ente. Questo, semplicemente, è quanto successo. Nessuna occupazione abusiva e né altro. Quel che è certo – al contrario di ciò che qualcuno vorrebbe maldestramente far credere – è che né l’abitazione è a me intestata e né mai ci ho mai vissuto. Ed è a dir poco spiacevole che, i soliti noti, cerchino una sorta di rivalsa politica provando ad infangare la mia persona, la mia famiglia ed il mio buon nome. Fortunatamente, non ho mai avuto interessi da difendere, se non quelli di tutelare la nostra, la mia comunità e su questo percorso continuerò ad impegnarmi. Per il resto, ogni menzogna e diffamazione viene rispedita, forte della verità e della realtà dei fatti documentata, ai mittenti, verso i quali, ovviamente, mi riserverò di adire alle vie legali.
La nota dell’amministrazione comunale
Condanniamo con forza le “prove” di sciacallaggio poste in essere, dai soliti seminatori di odio, su una vicenda che non esiste. Conosciamo tutti Massimiliano e la sua famiglia. La Loro rettitudine morale, la loro onestà e chi ha tentato, maldestramente, di insinuare dubbi al solo scopo di screditare Massimiliano ed anche la nostra Amministrazione comunale, dovrebbe solo vergognarsi. Capiamo bene che, per qualcuno, esiste solo la strumentalizzazione politica (la storia della nostra Comunità ne è testimone), ma a tutto c’è un limite. Anche perché la verità, in questo caso, è talmente chiara ed evidente, che tutto il resto sono le solite menzogne e la solita cattiveria di chi non conosce la bellezza della lealtà e dei rapporti umani. Andiamo avanti, praticando, come sempre, la legalità!