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Mirto Crosia. “Cocaina in casa”. Arrestato un 36enne nel corso di una perquisizione

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Cocaina già suddivisa in dosi pronte per essere vendute. Per questo motivo la Polizia di Stato ha arrestato un 36enne, nel corso di una perquisizione domiciliare. Durante l’operazione, trovato anche materiale per il confezionamento e un bilancino di precisione. I fatti sono accaduti nel cosentino, a Mirto Crosia. L’uomo è in carcere.

Il comunicato stampa della Polizia di Stato

Continuano senza sosta i servizi di controllo del territorio svolti dalla Polizia di Stato, atti a contrastare il pericoloso fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti, fortemente voluti dal Questore della Provincia di Cosenza, dr. Giuseppe Cannizzaro. Nei giorni scorsi personale del Commissariato di Corigliano-Rossano, in località Mirto Crosia, a seguito di perquisizione domiciliare, traeva in arresto un 36enne, poiché all’interno della propria abitazione veniva rinvenuta della sostanza stupefacente del tipo cocaina già confezionata in dosi per la vendita.

Il capillare controllo effettuato dagli Agenti all’interno dell’abitazione, consentiva altresì di rinvenire un bilancino di precisione e svariato materiale utilizzato per il confezionamento della sostanza. L’attività in essere, scaturisce da una serie di appostamenti ed accertamenti svolti da personale del Commissariato di P.S. di Corigliano-Rossano con il coordinamento della Procura della Repubblica di Castrovillari diretta dal Procuratore Capo Dr. Alessandro D’Alessio.

L’uomo, con svariati precedenti penali in materia di stupefacenti, veniva tratto in arresto e tradotto presso la casa circondariale di Castrovillari a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Alla persona arrestata, su richiesta della Procura di Castrovillari, veniva notificata Ordinanza con cui il G.I.P. del Tribunale di Castrovillari disponeva la misura della custodia cautelare in carcere.

Nel corso di detti servizi, un soggetto veniva sanzionato in via amministrativa per uso di sostanza stupefacente ai sensi ex art. 75 DPR 309/1990. Il tutto si comunica nel rispetto dei diritti dell’indagato (da ritenersi presunto innocente in considerazione dell’attuale fase del procedimento fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile) al fine di garantire il diritto di cronaca.

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