Liste di attesa e accesso alle cure. Un altro caso da Praia a Mare
La sanità calabrese e le liste di attesa infinite, un incontro-scontro che non passa mai di moda. L’ennesimo caso giunge da Praia a Mare e ha come protagonista una donna di 37 anni, che da dieci anni combatte contro un tumore al seno.
Superata la fase cruciale, per lei sono iniziati i controlli di routine, che non sono un capriccio da ipocondriaci, ma sono annualmente dettati da un protocollo sanitario. Per la donna, il mese in cui bisogna effettuare gli esami è settembre, un momento che si attende con il cuore in gola, perché il male oscuro è sempre in agguato e ogni volta che l’esito degli esami è buono si ringrazia il cielo.
In Calabria, però, il primo sospiro di sollievo viene tirato se si riesce ad avere la data dell’esame nel periodo in cui è programmato. Inutile dire che ciò non succede quasi mai, almeno nella sanità pubblica. Per fortuna, ma lo diciamo con triste ironia, esiste la sanità privata che, in poco tempo, risolve il problema in cambio dell’esborso di qualche centinaio di euro; soldi che non tutti possono permettersi.
Il caso della 37enne, quindi, rispetta questo protocollo di disservizi. La donna, infatti, già da novembre 2023 ha iniziato la lunga trafila delle prenotazioni in vista di settembre 2024. La prima risposta che ha ricevuto dall’operatore del Cup, è stata che avrebbe fatto bene ad attendere a gennaio 2024, e così ha fatto. Da qui, quasi ogni settimana, e da marzo 2024 quasi ogni giorno, ha chiesto informazioni sulla possibilità di prenotare un’ecografia e una mammografia presso l’ospedale di Praia a Mare.
Gira e rigira, la prenotazione per i due esami è stata effettuata il 21 maggio scorso per le seguenti date: il 03 dicembre, per l’ecografia; il 30 dicembre per la mammografia; a conti fatti, tre mesi dopo il fatidico “mese di settembre” in cui gli esami andrebbero svolti. Giusto ribadire che non è l’unico caso. Giusto anche riportare che la donna ci ha ripetuto più volte che non è colpa del personale o dei medici, però il problema c’è e nessuno lo risolve; solo le parole abbondano.
Altro aspetto che ci è stato sottolineato, il fatto che gli stessi medici abbiano le mani legate. Prima infatti, in particolar modo a Praia a Mare, si cercava di andare incontro al paziente che si trovava in condizioni di urgenza. Adesso, tutto si è maggiormente burocratizzato, creando ancora più distanza tra cittadino e servizio pubblico.