Praia a Mare. La prima di “Kalavría” e il viaggio in una Calabria che deve riacquisire la memoria
Le vie della Calabria sono infinite; percorrendole si incontrano la storia, la grecità e i suoi miti. Rivive la Magna Grecia, lo spirito di quei popoli che con coraggio si insediarono tra costa e monti, trovando terreno fertile tra le comunità locali dell’epoca, le quali vivevano nella pace, nell’uguaglianza, senza proprietà privata.
Questo vuole rievocare “Kalavría”, il docufilm della regista praiese Cristina Felicetti, in arte Mantis. Proiettato sabato 25 maggio al cinema Loren, “Kalavría” è la narrazione di un viaggio onirico che, una volta terminato, fa riacquistare a un moderno Ulisse quella memoria sepolta, senza la quale non ci può essere nessuna rinascita o rivoluzione.
Nel docufilm, la Calabria è luogo d’incontro, terra che custodisce la sapienza, nonché il senso del tragico. Eppure tragedia non è sinonimo di “disgrazia”, ma è la lotta continua contro la Necessità, ossia quel destino inspiegabile, inoppugnabile, a cui anche gli Dei sono sottomessi. Per questo motivo, lo spaesamento di Ulisse è ancora valido, perché anche nell’emigrazione, nelle tragedie del mare, nello spopolamento della Calabria, nella distruzione del paesaggio, risiede oggi come prima la tragedia di tanti “perché” che non avranno risposta.
Logicamente, tutto ciò serve per fare riflettere, per invogliare lo spettatore a una ricerca “in casa propria” della sua essenza, dell’origine del suo passaggio in terra di Calabria. La regista ha mostrato tanti luoghi della regione dei Bronzi, tra cui Praia a Mare e l’Isola Dino.
Al termine della proiezione, il giornalista Egidio Lorito ha moderato un breve dibattito tra Cristina Felicetti e gli attori Agnese Ricchi e Domenico Pantano. Suggestiva l’interpretazione di Miriam Scarcello della “Ninnananna calabrese”, scritta dal praiese Nando Orrico e che per poco non finì tra i brani della cantautrice siciliana Rosa Balistrieri.
Una storia, insomma, che si intreccia in un’altra storia locale; a testimonianza di una scoperta continua a cui i calabresi sono chiamati, da Reggio fino a Tortora, per Necessità.

2 commenti su “Praia a Mare. La prima di “Kalavría” e il viaggio in una Calabria che deve riacquisire la memoria”
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Finalmente un commento appropriato sei bravo complimenti
Grazie Rosaria, buongiorno.