Cosenza. “Sequestrato un Centro di revisioni”. Denunciate due persone dalla Polizia di Stato
Revisioni irregolari. Questo quanto accertato dalla Polizia di Stato che ha denunciato a piede libero due persone e ha eseguito il sequestro di un Centro revisioni con sede a Cosenza. Il tutto è avvenuto a conclusione di una indagine info-investigativa, grazie all’utilizzo dei sistemi informatici. Sequestrate anche 51 carte di circolazione di altrettanti veicoli che, secondo le indagini, hanno ricevuto una revisione non a norma.
Il comunicato stampa della Polizia di Stato
Nell’ambito dei servizi istituzionali la squadra di P.G. della sezione polizia stradale di Cosenza individuava un centro revisioni che effettuava le verifiche previste dall’art. 80 C.d.S. in maniera irregolare. Su delega dell’A.G. veniva pertanto avviata un’attività info-investigativa con utilizzo di sistemi informatici.
Dalla predetta attività emergeva la conferma dell’ipotesi investigativa e, pertanto, alla fine venivano chiesti ed ottenuti provvedimenti cautelari. nello specifico veniva emesso decreto di sequestro preventivo da parte del GIP presso il tribunale di Cosenza relativamente ad un centro di revisioni con sede in Cosenza e relativa attrezzatura utilizzata per l’attività.
L’indagine si è conclusa con la denuncia in stato di libertà di n ° 2 persone, al vaglio della Procura della Repubblica di Cosenza, ed il sequestro dell’ attività illecita. Inoltre veniva emesso decreto di sequestro di n. 51 carte di circolazione di veicoli irregolarmente revisionati con intimazione a revisione straordinaria da effettuarsi presso la MCTC di Cosenza.
Si specifica che il provvedimento adottato dal GIP presso il tribunale di Cosenza è stato eseguito nell’attuale fase di indagini preliminari ed è basato su imputazioni provvisorie che dovranno comunque trovare riscontro in dibattimento e nei successivi gradi di giudizio. la responsabilità penale degli indagati sarà accertata solo all’esito del giudizio con sentenza penale irrevocabile
Il tutto si comunica nel rispetto dei diritti dell’indagato (da ritenersi presunto innocente in considerazione dell’attuale fase del procedimento fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile) al fine di garantire il diritto di cronaca.