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Musica. La storia di Pino Russo guidata dal suo amore per la batteria

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La batteria è stata la sua passione fin dalla tenera età di cinque anni. Pino Russo, orsomarsese, classe 1967, ha iniziato a suonare pentole e fustini dei detersivi. La sua prima batteria è arrivata intorno all’età di dieci anni e per comprare le bacchette metteva da parte i soldi della paghetta, rinunciando volentieri a tante cose, come un gelato o una merenda.

Ma ben altri sacrifici ha fatto per amore della musica; il fuoco sacro non si è mai spento in Pino, tant’è che il 2021 è stato per lui l’anno buono, perché ha calcato il prestigioso palco del teatro Ariston durante il festival Sanremo Rock; ha curato gli arrangiamenti di alcune tracce di batteria del vinile “A otto mani” di Antonio Villano; ha esordito in televisione su RaiTre con la nota conduttrice Geppi Cucciari nel programma “Che succede?”.  Intanto, gira l’Italia partecipando a manifestazioni di prestigio come “Drum100” organizzata dal maestro Francesco Roccia, ad Ascoli Satriano, nel foggiano.

Logicamente prima che la sua passione si trasformasse in lavoro, non è mancata la gavetta. Infatti, Pino si è trasferito nel 1988 in Lombardia per amore e per lavoro, ma senza dimenticare la sua passione. Ha continuato a suonare con diversi gruppi, fra cui la Pink Floyd tribute band Spare Bricks e gli Arcadia 7; poi, nel 2013, un’audizione alla Nam di Milano gli ha dato la possibilità di seguire un corso di batteria con il maestro Tullio De Piscopo, al quale è ancora molto legato.

Certamente, il primo amore non si scorda mai. Il legame con la sua Orsomarso non l’ha mai perso; d’altronde, la sua prima vera esperienza è stata con il musicista Antonio Villano, anche lui del piccolo borgo tirrenico, con il quale diede vita ai The Recos e con cui ha avuto la possibilità di suonare in giro per la Calabria.

Possiamo dire che la passione guida la vita? Sì, a patto che ci si creda fermamente.

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