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Tortora. “Cara acqua quanto mi costi”. Arrivano le prime bollette con tariffazione a consumo

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Tra i 350 euro e i 450 euro, ma non sono mancate anche bollette dell’acqua con importi superiori. In questi giorni sono stati sempre di più i tortoresi che si sono visti recapitare le buste contenenti il fatidico tributo e, in alcuni casi neanche troppo isolati, a qualcuno il festoso pranzo natalizio è andato di traverso. La tariffazione a consumo miete polemiche ed è un “viavai” di richieste di chiarimenti.

Già dallo scorso anno si sapeva che la situazione sarebbe cambiata. Con il passaggio di gestione dalla casa comunale alla nuova agenzia regionale Arrical e con la fine della quota fissa, che faceva di Tortora un “comune privilegiato”, l’onda d’urto è arrivata. Dal Comune ci è stato spiegato che sono state applicate le tariffe imposte dal Pef dell’Autorità Rifiuti e Risorse Idriche Calabria; nonostante tutto, il sindaco Iorio ha detto che “per quanto possibile, si cercherà di porre all’attenzione degli uffici competenti la questione, tanto per capire se ci sono dei margini di intervento”.

Fatto sta che il contribuente deve pagare e, oltre alla tariffazione, ci saranno anche cose che non si potranno più fare allegramente e senza criterio come innaffiare giardini, orti o lavare la propria auto. Uso più consapevole della risorsa idrica? Certamente, qualcuno però ha fatto notare che “a Tortora l’acqua abbonda e forse bisognerebbe premere su questo aspetto”.

Occhio anche alle perdite o alle disfunzioni sul contatore dell’acqua. Infatti, in caso di consumi esosi e ingiustificati si potrà richiedere a un idraulico di verificare se ci sono perdite o altri guasti sulla rete domestica; l’importante è che ci si faccia rilasciare una perizia per poi richiedere uno sgravio sulla bolletta ricevuta.

Nonostante tutto si possono richiedere anche delle verifiche “sull’effettivo consumo” e se quanto rilevato durante la lettura dei contatori, avvenuta a singhiozzo, abbia bisogno di accertamenti. Infatti, alcuni errori ci sono stati e sono stati anche rettificati.

Insomma, la macchina comincia a muoversi, al momento in maniera farraginosa, visto e considerato che non in tutte le utenze domestiche di Tortora, circa settemila, sono stati installati i nuovi contatori. Come detto, però, questi sono gli effetti del passaggio dalla gestione comunale a quella regionale della risorsa idrica.

La domanda però sorge spontanea: possibile che i comuni abbiano le mani legate?

 

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