Tortora. “L’Ente condannato a pagare alla Regione Calabria i canoni idrici non corrisposti nel 2003 e nel 2004”. Il sindaco Iorio: “Salasso che ci ha escluso da molti finanziamenti regionali”
Il Comune di Tortora è stato condannato a pagare 336 mila euro di canoni idrici non corrisposti alla Regione Calabria. A darne notizia è stato il sindaco Antonio Iorio in una diretta Facebook andata in onda oggi, venerdì 01 dicembre. Una vicenda ingarbugliata che riguarda somme risalenti agli anni 2003 e 2004 e per cui la passata amministrazione Lamboglia, nel 2018, aveva avviato una causa per la richiesta di prescrizione del debito.
Da quanto spiegato da Iorio, però, la causa non sarebbe mai potuta andare a buon fine per il semplice motivo che, nel 2007, l’allora amministrazione Silvestri aveva chiesto un piano di rateizzazione del debito di dieci anni, interrompendo di fatto la decorrenza della prescrizione, così come altri atti interruttivi avrebbero dovuto far suonare più di qualche campanello d’allarme in chi ha intentato l’azione legale.
“Non contenti, ci è stato suggerito – ha detto il sindaco – di ricorrere in Appello, ma non lo faremo perché sarebbe inutile. Saremmo perdenti e prolungheremmo solo la questione. I termini per la prescrizione del debito non ci sono e non ci sono mai stati”. Ai 336 mila euro, però, vanno anche aggiunti 23 mila euro di spese legali e interessi, che fanno lievitare la cifra da estinguere a 359 mila euro.
Ma non è l’unica “buona notizia” che il primo cittadino ha dato durante la sua diretta Facebook, infatti, sul Comune di Tortora pendono anche 91 mila euro di aumento della tariffa di conferimento presso gli impianti regionali, risalenti agli anni 2016 e 2017. Per questo debito, il Comune ha già chiesto un piano di ammortamento.
Ma cosa ha comportato il mancato pagamento dei 336 mila euro? Da quanto spiega Iorio, il Comune è stato escluso da diversi finanziamenti regionali riguardanti l’efficientamento della rete idrica, della rete fognaria e degli impianti energetici degli edifici comunali. “Abbiamo perso – ha detto il primo cittadino – 1 milione e 700 mila euro, perché in alcuni bandi era esplicitamente richiesto che il sindaco si assumesse la responsabilità di dichiarare che non vi erano contenziosi in corso tra Ente e Regione”.