Impianto di San Sago di Tortora. La Regione Basilicata presenterà ricorso contro il rilascio dell’Aia
Anche la Regione Basilicata ha deciso di ricorrere contro l’Autorizzazione integrata ambientale rilasciata dal Ministero dell’Ambiente e che di fatto riapre l’impianto di San Sago di Tortora. La decisione dovrà essere formalizzata nei prossimi giorni e si unisce alla battaglia legale intrapresa dal Comune di Tortora e dagli altri Enti della Valle del Noce e del Tirreno cosentino. Un atto che però non convince il rappresentante politico di Europa Verde, nonché portavoce dell’associazione delle Imprese di pesca di Maratea, Manuel Chiappetta, secondo cui la decisione arriva a distanza di due anni e, soprattutto, dopo che proprio il Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata rilasciò, nell’aprile 2021, la VinCa, che ha dato inizio all’iter. “Il tutto – scrive Chiappetta in una nota stampa – avviene, inoltre, in piena campagna elettorale, quando la battaglia all’interno del centro destra è infuocata e i tre partiti di maggioranza devono provare a trovare la sintesi. In questo modo, viene offerta all’opinione pubblica uno spettacolo indecoroso”.
Il comunicato stampa di Manuel Chiappetta
Meglio tardi che mai, ma speriamo che non sia una “chiusura del recinto dopo che le pecore sono scappate”. La Giunta Bardi reagisce con due anni di ritardo, dopo che a dicembre 2021, il Consiglio Regionale Lucano aveva deliberato la revisione della valutazione di incidenza del Dipartimento ambiente di Basilicata (Vinca San Sago di aprile 2021), ricorrere ora è quanto meno strano.
Ricorrere legalmente solo oggi, contro il decreto del dirigente del Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, delegato dal Commissario ad acta Paolo Cagnoli, che autorizza la riapertura dell’impianto di San Sago, appare come una resa dei conti politica. In piena campagna elettorale, quando la battaglia all’interno del centro destra è infuocata e i tre partiti di maggioranza devono provare a trovare la sintesi, viene offerta all’opinione pubblica uno spettacolo indecoroso.
Oggi per mettere in risalto gli errori del Dipartimento ambiente a guida Gianni Rosa, la Giunta Bardi sottolinea, con un atto tardivo e forse anche controproducente, una distanza politica che sa di colpo di assestamento interno per la leadership elettorale. Continuare a prendere in giro le Comunità è un atto di arroganza e di irrispettoso disinteresse sulle vere questioni. La via per pretendere ascolto e far valere in sede Ministeriale la legittima necessità di una nuova Valutazione di incidenza ambientale, capace di bloccare la riapertura di San Sago, esiste, è l’Istituzione dell’ Area marina Protetta di Maratea.
La giunta Bardi avvii subito il processo di Istituzione e di costruzione del modello di governance, in un attimo rimetteremo la palla al centro e analizzando l’impatto sugli habitat marini di foce e non solo su quelli fluviali, potremo richiedere una nuova Vinca, atto di vera lotta alla riapertura dell’impianto di trattamento di rifiuti speciali e non di San Sago.