Tortora. “Fare bene-Fare rete”. I meriti e le difficoltà dell’associazionismo sul territorio
Lavorare tutti insieme in un territorio che ha bisogno di tanto, ma in cui i servizi di assistenza alle fasce più deboli non sono sempre diffusi con costanza. Questo quanto messo in evidenza durante la tavola rotonda tenutasi a Tortora, venerdì 24 novembre, presso il Centro Arianna. A sopperire alle carenze ci pensano le associazioni, con tutte le difficoltà del caso.
Di questo, e non solo, si è discusso durante il dibattito “Fare rete, fare bene” in cui è stato illustrato il primo anno di attività del progetto “Casa”, portato avanti dall’associazione Arianna e a cui afferiscono anche Uniblanda, Aspis e InformaGiovani. Si è partiti da una dato: in un anno il banco alimentare gestito da “InformaGiovani” a Tortora sono stati distribuiti 1.131 pacchi alimentari. A ciò vanno aggiunti i servizi di assistenza per giovani e diversamente abili.
Ne hanno parlato nei loro interventi anche Franco Matellicani, presidente dell’associazione Noi per Filippo, e Pippo Peri del Centro L’Ulivo, quest’ultimo da trent’anni sul territorio per il recupero dei soggetti con problemi di dipendenza. Entrambi hanno evidenziato altre situazioni “estreme” che molte volte vengono contrastate con il silenzioso lavoro delle associazioni.
Importante pure quell’associazionismo che si muove in campo culturale e aggregativo, capace di stimolare momenti di confronto. Bisogna però dare vita a sinergie sempre più diffuse, altrimenti ognuno va per la propria strada apportando pochi benefici alla collettività. Di questo hanno parlato Christian Mele, presidente dell’associazione Jazz for Holiday e Francesco Gallotti, in rappresentanza dell’associazione Makhairas.
Tutti concordi sul fatto che “fare rete” sia la priorità, anche se le difficoltà non mancano; anzi, sono sempre di più i momenti di scoraggiamento, come sottolineato dai relatori; ma il territorio ha la necessità di punti di riferimento. La presenza al tavolo del sindaco di Tortora, Antonio Iorio, è servito per mettere in evidenza situazioni che non vengono prese in considerazione, si pensi ai tanti malati oncologici che, a causa delle condizioni economiche in cui versano, vengono accompagnati dai volontari in sedi ospedaliere fuori regione per sottoporsi alle cure.
Insomma, l’associazionismo ha le sue necessità e merita anche delle tutele, soprattutto in un territorio in cui molti servizi mancano e l’indifferenza è spesso insostenibile.