Grisolia. Revocate le deleghe a Valentina Marino. Ecco i motivi e le reazioni
Il sindaco di Grisolia, Saverio Bellusci, ha revocato le deleghe al consigliere Valentina Marino. Il rapporto di fiducia tra il primo cittadino e la componente di maggioranza è venuto meno. Ormai la Marino, anche se non ha mai ufficializzato il suo passaggio in opposizione, da tempo ha sempre più assunto un atteggiamento da consigliere di minoranza.
Da qui la decisione di Bellusci, che si è ripreso le deleghe ai servizi sociali, politiche giovanili, rapporti con associazioni ed enti sovracomunali e turismo. Insomma, comparti importanti per la vita amministrativa che il primo cittadino assegnerà a qualcun altro nei prossimi giorni.
Come scritto dal sindaco nel decreto di revoca, c’è la necessità di dover proseguire con serenità il percorso amministrativo.
Come era lecito aspettarsi, la replica della Marino non si è fatta attendere. “Al primo cittadino è ormai sgradita la mia voglia di trasparenza”.
La nota stampa di Valentina Marino
Alla decisione del sindaco si è finalmente scoperchiato il vaso di Pandora. Come donna e come amministratore esprimo la mia più totale disapprovazione sul metodo utilizzato dal signor sindaco, che per me mero rispetto istituzionale e per rispetto dell’individuo non ha preannunciato necahe con una telefonata, la sua decisione.
Il decreto di revoca mi è stato notificato direttamente dal messo comunale, al pari di un estranea”, e non come membro di maggioranza di cui giuridicamente faccio ancora parte”.
La riflessione nasce spontanea quanto è stata scomoda la mia persona a questa amministrazione? La mia voglia di chiarezza e trasparenza verso i grisolioti è stata molto sgradita al caro sindaco e a tutta la sua compagine. Le motivazioni addotte nel decreto sarebbero effimere.
All’inizio di questo percorso, come maggioranza, siamo partiti tutti insieme come una squadra, senza distinzione di ruoli colmi di buona fede, uniti per il bene comune, ma man mano che si andava avanti, mi rendevo conto che l’idea di squadra era viva solo nella mia testa, e che in realtà ognuno andava per la sua strada, allontanandosi sempre più dalla mia idea di ‘bene comune”.
Il Sindaco, la cui candidatura fu proposta dalle correnti politiche di Grisolia ha perso la maschera rivelando la sua vera natura. Una persona improntata all’esaltazione del proprio “ego”, assolutamente incoerente e senza alcuna capacità amministrativa.
Il Sindaco, ha cominciato ad imporre decisioni dall’alto senza ricevere alcuna opposizione. Senza sentir ragioni.
Anzi, è stato addirittura assecondato dalla Giunta con soddisfazione, decisioni a lui più convenienti senza alcun contraddittorio, tranne quello della sottoscritta e del consigliere Serra, il quale non è stato soltanto ignorato, ma ritenuto ormai “elemento scomodo”.
Quello che mi fa rabbia tuttora è aver sostenuto la candidatura di Saverio Bellusci, ma mi rincuora apprendere di non essere la sola, che il mio sentimento si interseca con quello di tanti grisolioti che hanno visto la loro fiducia tradita da un sindaco che non è mai stato in grado di dare risposta alle domande e alle richieste che ogni giorno gli vengono poste dagli stessi elettori.
Un sindaco sordo e assente, anche ai tentativi, da parte della sottoscritta.
La “via” della correttezza politica e morale, la stessa “via” che i cittadini auspicavano venisse percorsa il giorno in cui, con il loro voto, hanno dato fiducia al sindaco e agli eletti tutti.
“Il donarsi alla comunità lavorando tenacemente, come è d’obbligo per un amministratore, non è un agire apprezzato dal sindaco e dal suo entourage.
Esprimo profondo dolore per la comunità di Grisolia che, contro il suo volere, ha subito l’estromissione di un suo rappresentante dal governo di città.
Ovviamente non mi fermo qui! Andrò avanti a testa alta.