Ex Consorzio di Bonifica Valle Lao. “Operai senza stipendi”. Dopo la riunione in Regione qualche rassicurazione e timide certezze
L’unica certezza è che tutti vogliono che gli operai dell’ex Consorzio di bonifica Valle Lao di Scalea ricevano i loro stipendi. I primi a volerlo sono i dirigenti del Dipartimento Agricoltura della Calabria e l’assessore regionale, Gianluca Gallo; fatto sta che il percorso per raggiungere la soluzione del problema resta tortuoso e l’hanno capito bene coloro i quali ieri, lunedì 24 luglio, hanno partecipato alla riunione tenutasi alla Cittadella di Catanzaro.
Al momento la situazione è la seguente. Sui soldi del Consorzio grava un pignoramento da parte dell’Agenzia delle Entrate di 2 milioni e 500 mila euro. Le somme destinate per il pagamento delle mensilità dei lavoratori, comprese quelle arretrate, restano quindi nelle casse della Regione, e non saranno trasferite alla tesoreria consortile fin quando non si avrà certezza della loro impignorabilità. Infatti, solo il 3 percento dei fondi è destinato alla gestione dell’Ente di bonifica e, tutt’al più, solo questa minima parte potrebbe essere pignorata.
Proprio sull’impignorabilità, la prima che potrebbe dare una mano a risolvere la situazione è l’Avvocatura regionale che, sempre da quanto spiegatoci, sarebbe intenzionata a sciogliere ogni dubbio e a non creare ulteriori problemi agli operai senza stipendio da mesi. Dopodiché, la parola passerebbe alla tesoreria del consorzio che, però, potrebbe dire tanto “sì” quanto “no” all’Avvocatura.
Ciò comporterebbe che in caso di “sì” gli operai non avrebbero più problemi, mentre in caso di risposta negativa sarebbero dolori, perché solo un giudice potrebbe decidere lo svincolo delle somme, tenendo conto che per una sentenza ci vorrebbero almeno sette mesi.
Detto in soldoni, tutti vogliono risolvere la faccenda, ma dal punto di vista tecnico è un guazzabuglio che ancora una volta trascina i 160 operai idraulico-forestali in un vortice di ansia e paura. Da quanto raccontatoci, ieri in Regione non sono mancate le rassicurazioni, non c’è motivo di pensare che qualcuno “ostacoli” il pagamento, se la legge lo permette, ma il discorso è anche un altro: a stomaco vuoto la tranquillità è una chimera e gli operai lo sanno bene da troppo tempo.