Impianto di San Sago di Tortora. Dopo la nomina del Commissario ad Acta i commenti sono tra “fiducia” e “perplessità”
“Perplessi da una parte, delusi dall’altra perché la Regione Calabria ha deciso di non decidere”. Il Comitato per la difesa del fiume Noce si prende qualche altro giorno per dire la sua in maniera dettagliata, ma a primo acchito questo è stato il commento sulla sentenza del Tar Calabria con cui è stato nominato un Commissario ad Acta che avrà il compito di decidere sul rilascio, o meno, dell’Autorizzazione integrata ambientale per l’impianto di San Sago di Tortora.
La Regione Calabria ormai non ha più voce in capitolo. Gli uffici hanno atteso troppo per esprimersi, giustificando il tutto con l’attesa del responso del Tribunale degli usi civici, chiamato a dire se sui terreni sui quali sorge l’impianto ci sono o non ci sono dei diritti di godimento collettivi; la parte politica invece ha sempre espresso la propria contrarietà. Addirittura, per il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, l’impianto non è strategico per la Calabria.
Fatto sta che ormai tutto serve a poco, la parola passa al Capo dipartimento Sviluppo sostenibile del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica del Ministero dell’Ambiente, nominato Commissario, che avrà novanta giorni di tempo per vagliare tutti i documenti, persino quelli che hanno portato al rilascio della Valutazione d’incidenza ambientale, data dalla Regione Basilicata, e che ha avviato tutta la trafila che ancora oggi tiene con il fiato sospeso le comunità della Valle del Noce.
“Non siamo contenti per la sentenza del Tar – ci ha detto il sindaco di Tortora, Antonio Iorio – ma abbiamo fiducia nel lavoro del Commissario, perché dovrà comunque guardare le nostre relazioni prima di decidere sul rilascio dell’Autorizzazione integrata ambientale”.