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Segnalazioni. “La mia proprietà occupata dai cani randagi”. Una storia da Santa Domenica Talao

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“Capisco bene che non posso prendermela con i cani, ma se le istituzioni sono sorde ai miei appelli, allora come posso risolvere il problema e come posso salvaguardare la mia incolumità?”. Questo quanto ci spiega Guido Grisolia di Santa Domenica Talao, che da ormai tre mesi ha chiesto al Comune di intervenire per catturare ben quattro cani randagi che entrano ed escono dalla sua proprietà.

A fine marzo, Guido ha scritto agli uffici comunali e al sindaco Alfredo Lucchesi, ma le uniche risposte che ha ricevuto sono state “l’Ente non ha convenzione con alcun canile”; “Si cercherà di trovare una sistemazione che non sia il canile, nel frattempo si terrà sotto osservazione il comportamento degli animali”; “Stiamo richiedendo dei preventivi ai canili”.

Insomma, il problema è ancora lì e l’unica buona notizia è che, da quattro, i cani sono diventati, visto che uno potrebbe essere stato adottato. “Ad oggi – scrive Guido – i cani randagi sono ancora presenti nel mio giardino senza che il Comune abbia inteso intervenire non solo a mia tutela, ma anche a salvaguardia di questi poveri animali, soggetti inconsapevoli di questa vicenda e colpevoli soltanto di essere stati abbandonati da persone meschine. È ammissibile, che la mancanza di una Convenzione tra il Comune e un qualsiasi canile della Provincia, possa essere il motivo del mancato intervento, così come invece previsto dalla normativa nazionale e regionale, a tutela dei cittadini e degli animali?”

Infatti, Guido ha anche deciso di scrivere all’Asp di Cosenza, la quale ha risposto che “senza una richiesta da parte del Comune non possono intervenire”. L’ultima azione dei proprietari aver scritto al Prefetto di Cosenza, che ha già chiesto spiegazioni agli Uffici. Ma la parola fine ancora tarda ad arrivare.

 

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