Tortora. Opere per contrastare l’erosione costiera. L’ex sindaco Lamboglia: “La mia paura? Il progetto sottostima il problema”
“La paura è questa, che ci potremmo ritrovare con un’opera che ancora una volta non risolverà definitivamente l’annoso problema dell’erosione costiera”. Non lo dice solo alla nostra redazione, ma lo mette anche nero su bianco in un documento che è stato consegnato e messo agli atti durante l’ultimo consiglio comunale.
L’ex sindaco di Tortora, oggi consigliere comunale di minoranza, Pasquale Lamboglia esprime le sue perplessità sugli interventi per la salvaguardia del litorale. Il progetto definitivo dei lavori, pari a 2 milioni e 600 mila euro, è stato approvato in Giunta ed è stato finanziato con fondi del Pnrr. Ma c’è di più, proprio nelle scorse ore il Comune di Tortora ha inoltrato una richiesta alla Regione Calabria e all’Autorità di bacino di un ulteriore finanziamento per opere di contrasto all’erosione costiera di 6 milioni di euro.
Insomma, i primi lavori potrebbero iniziare a settembre “ma – sottolinea Lambgolia – rischiamo di partire con il piede sbagliato”.
Cosa c’è che non va?
Con una nota del 25 novembre 2022, l’ex primo cittadino faceva notare che la società che si era occupata della progettazione delle opere aveva stravolto il progetto preliminare del 2017, frutto di un dettagliato studio che l’allora amministrazione Lamboglia aveva realizzato e con cui aveva sanato alcune imprecisioni contenute nel Masterplan della Regione Calabria, redatto nel 2013.
Nello specifico, il progetto preliminare del 2017 prevedeva un’unica barriera in mare che avrebbe dovuto proteggere circa 600 metri di litorale e con la capacità di contrastare onde alte 7 metri e 28 centimetri. Va ricordato, che il Master Plan della Regione Calabria teneva conto di un’onda di poco più di sei metri; basti pensare che sul litorale tortorese nell’ultima mareggiata di novembre 2022 si sono abbattute onde superiori a 6 metri.
L’ultimo progetto invece cambia le carte in tavola, infatti da un’unica barriera si passa a due che, messe insieme, proteggono meno dei 600 metri del preliminare 2017 e, ciliegina sulla torta, queste barriere sono pensate per contrastare un’onda di massimo 4 metri e 80 centimetri, ben al di sotto quindi del dato riportato nel Masterplan della Regione Calabria.

Perché questo cambiamento?
Lamboglia parte da questa domanda e ci spiega anche che il 02 dicembre 2022 minoranza e maggioranza si riunirono proprio per discutere di questi cambiamenti, visto che alcune perplessità erano state sollevate anche dall’amministrazione. In un primo momento, i progettisti hanno anche accolto le richieste, presentando un nuovo progetto nel gennaio 2023. “Non ho visto subito quel progetto – ha detto Lamboglia – ma quando ho avuto la possibilità di controllarlo mi sono reso conto che poco era cambiato. La società ha sempre detto di essersi attenuta al Masterplan della Regione Calabria, ma non è così, almeno per il calcolo dell’onda massima”.
C’è anche un altro aspetto. L’iter ha fatto i suoi step con regolarità, fatto sta che un parere non c’è ed è quello del Genio civile Opere marittime. Tale Ente ha chiesto ragguagli alla società che ha stilato il progetto, decidendo di sospendere la procedura proprio perché ha appurato che “l’onda è stata sottostimata”.
Di qui un’altra domanda che si pone Lamboglia: “E se il parere non venisse rilasciato? Ci ritroveremo con un’opera che ancora una volta non risolverà ma contrasterà solo un po’ il fenomeno? Senza contare che due barriere al posto di una costituirebbero una discontinuità che potrebbe addirittura aumentare il processo erosivo in alcuni punti della spiaggia. Anzi, dopo le barriere potrebbero necessitare di interventi di manutenzione fin dalle prime mareggiate”.
Le richieste di Pasquale Lamboglia
L’ex primo cittadino è chiaro: “Nei prossimi giorni mi auguro di incontrare la maggioranza. Non metto bocca sulle capacità dei progettisti, ma ci sono degli elementi che vanno tenuti in considerazione. Queste incongruenze con il Masterplan e il Progetto preliminare non sono di poco conto. Inoltre, non do colpe neanche agli uffici comunali o all’amministrazione, perché capisco bene che l’iter doveva proseguire spedito per non perdere i finanziamenti del Pnrr. Nessuno può permettersi il lusso di rinunciare a 2 milioni e 600 mila euro, però questi aspetti vanno considerati; ne va del futuro di Tortora”.
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