Casa circondariale di Paola. “Qui è una polveriera. Diminuisce la forza lavoro, aumentano le mansioni”. Il grido dei sindacati e il sit-in degli agenti
La casa circondariale di Paola è una polveriera. Per questo motivo stamani, lunedì 26 giugno, è andato in scena il sit-in organizzato dalle sigle sindacali Uilpa, Sappe, Sinappe e Fns Cisl. I problemi sono tanti e nessuno sembra accorgersene, ma a pagarne le conseguenze sono i detenuti e gli agenti di Polizia penitenziaria. Infatti, negli ultimi cinque anni 27 agenti sono andati in pensione e non si è mai pensato di colmare questo vuoto. A loro volta, i sindacati chiedono anche altre sei unità per potenziare l’organico. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso, portando poi alla protesta di stamani davanti alla Casa circondariale, è stata la riapertura di una nuova sezione che ospiterà detenuti provenienti da altri istituti in sfollamento. Insomma, la forza lavoro diminuisce, mentre le mansioni aumentano.
Pubblichiamo il comunicato dei sindacati firmato da Uilpa, Sappe, Sinappe e Fns Cisl
L’Istituto Paolano è ormai da tempo abbandonato dall’Amministrazione centrale, infatti, si vuole ricordare che dal 2018 al 2023 numero 27 unità sono state poste in quiescenza senza sostituzione, e nel corso degli anni, si è avuto modo di assistere ad una compressione in termini di unità della pianta organica. Di recente è stata riaperta la prima sezione nella Casa Circondariale di Paola, per ospitare detenuti provenienti da altri istituti in sfollamento. Questa modalità organizzativa, a ridosso della stagione estiva, ha determinato uno squilibrio sul piano ferie precedentemente pianificato e concordato tra l’Amministrazione Penitenziaria e le organizzazioni sindacali. In tale circostanza si è obbligati a comprimere il diritto soggettivo del personale. Negli anni sono stati effettuati lavori di implementazione tecnologica, che invece di essere d’ausilio al personale, hanno aggravato il loro lavoro, “la tecnologia deve aiutare l’uomo non sostituirlo”. Gli eventi critici sono diventati una consuetudine, specialmente per la presenza di detenuti psichiatrici. Chiediamo un incremento immediato di almeno 6 unità e la sostituzione del personale posto in quiescenza negli anni. Chiediamo la rimodulazione dell’attuale pianta organica che rispecchi, nella realtà, le vere esigenze dell’Istituto”. Per una mancata convocazione da parte del Provveditore presso la Casa Circondariale di Paola al fine di verificare in un lavoro congiunto i carichi di lavoro diventati estenuanti. Il personale necessita di garanzie, ha bisogno che l’Amministrazione Penitenziaria sia presente, gli Agenti di Polizia Penitenziaria di Paola devono andare al lavoro con la garanzia di non essere insultati, offesi o peggio; da una parte di popolazione detenuta che non ha alcun ritegno ad alterare in ogni modo la sicurezza e l’ordine interno.