L’autonomia differenziata non è solo una questione tecnica, ma un appuntamento importante per il futuro dell’Italia. Tra favorevoli e contrari, non tutti hanno digerito quanto approvato in Consiglio dei Ministri il 2 febbraio scorso, perché soprattutto il Mezzogiorno rischia di perdere ancora di più risorse per lo sviluppo.
Per questi motivi, il circolo Pd di Belvedere Marittimo ha chiesto, tramite il suo segretario Riccardo Ugolino, la convocazione di un Consiglio comunale aperto, per discutere e pronunciarsi sulla proposta di delibera del Consiglio comunale presentata dal circolo. Sarebbe un modo per portare a conoscenza la cittadinanza di cosa rappresenterebbe l’autonomia differenziata.
La richiesta è stata inviata al sindaco e ai consiglieri comunali.
La proposta del Pd di Belvedere Marittimo
Il Consiglio Comunale,
Preso atto che il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Roberto Caldereoli, ha approvato un disegno di legge che reca disposizioni per l’attuazione dell’ autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario, ai sensi dell’art. 116, terzo comma, della Costituzione,
Tenuto conto che l’ Agenzia per la Coesione territoriale ha recentemente pubblicato un report nel quale viene esplicitato che continuano ad aumentare i divari tra Nord e Sud del Paese : la spesa pubblica procapite oscilla tra 16.000 e 19.000 euro in Veneto, Lombardia e Piemonte, a fronte di 13.700 euro in Campania, Sicilia e Calabria;
Considerato che il Ddl Calderoli contiene meccanismi che aumenterebbero notevolmente il divario Nord-Sud
e limiterebbe l’azione perequativa dello Stato che oggi agisce, se pure parzialmente, a favore delle Regioni meridionali, garantendo il mantenimento di servizi essenziali;
che il Ddl Calderoli lede il patto di solidarietà costituzionale in tema di coesione territoriale, in quanto aumenterebbe le frammentazioni nel tessuto sociale e le disuguaglianze tra cittadini e territori;
che con l’attuazione di tale provvedimento le Regioni più ricche del Nord potranno trattenere fino a nove decimi del proprio gettito fiscale per spenderlo nei propri territori;
che le popolazioni meridionali vedrebbero lesi i loro diritti alla salute, ai servizi socio-assistenziali, alla formazione;
che esistono fondati dubbi di legittimità costituzionale nel Ddl Calderoli, poiché prevede che la definizione dei LEP ( Livelli essenziali delle prestazioni) sia sottratta alla competenza del Parlamento;
Ritenuto che su questi temi è necessaria una formale presa di posizione dei Consigli comunali per :
– il ritiro del Ddl Calderoli,
– la definizione ei finanziamento dei LEP,
– la rideterminazione del fondo perequativo per i Comuni;
Precisato
che non c’è una contrarietà pregiudiziale alla riforma, ma solamente la volontà di garantire gli stessi diritti a tutta la popolazione, riducendo i divari come quello dell’emigrazione sanitaria ed economica, della qualità del sistema formativo e dei servizi socioassistenziali, della dotazione infrastrutturale, della diversa aspettativa di vita;
Delibera
– di dare atto che le premesse di cui sopra costituiscono parte integrante e sostanziale del presente deliberato,
– di chiedere il ritiro del Ddl Calderoli, allo scopo di favorire una discussione su un’ipotesi di autonomia differenziata rispettosa dell’unità nazionale e dei diritti dei Meridionali, garantendo le risorse necessarie per superare il divario tra Nord e Sud,
– di chiedere la definizione e il finanziamento dei LEP,
– di chiedere la ridefinizione del Fondo perequativo per i Comuni,
– di portare il presente atto all’attenzione dell’ Anci perché si adoperi, in tutte le sedi istituzionali competenti, a promuovere un serio dibattito in Parlamento e un confronto nel Paese che coinvolga tutti i soggetti istituzionali e sociali.
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