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MARATEA. MANUEL CHIAPPETTA DI EUROPA VERDE: “PORTO E FRANA DI CASTROCUCCO: TUTTO FERMO”

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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa dell’esponente di Europa Verde, Manuel Chiappetta

Un altro anno di propaganda Politica senza contenuti, e Maratea avrà bisogno di un piano per la ricostruzione strutturale economica. Il Prefetto Campanaro convoca per il ventidue  marzo un’ulteriore tavolo per la sicurezza portuale, dopo che  le Imprese di pesca avevano segnalato ulteriormente lo stato di abbandono del molo nord.
Il Sindaco Stoppelli e l’Assessore Merra, avevano preso impegni precisi al tavolo prefettizio dell’otto febbraio, ma degli interventi propedeutici al ripristino del  minimo livello di sicurezza del molo nord neanche l’ombra. Sul fronte frana di Castrocucco, dopo quindici giorni dei quaranta previsti per le operazioni di disgaggio,  neanche una pietra è venuta giù, nessuna squadra speciale di intervento è ancora intervenuta, solo due operai e un camioncino visitano giornalmente il Castello.
Nessuna assistenza promessa alle frazioni colpite è stata programmata, le richieste del Comitato di Iniziativa Cittadina completamente disattese, nessun nuovo collegamento navetta dalle stazioni e per la stazioni. La campagna elettorale del centro destra Regionale e locale è già pienamente attiva, a pagarne le spese sono le comunità che vengono continuamente prese in giro.
Per Maratea c’era bisogno di un Commissario per l’emergenza, bisognava godere di poteri speciali e di economie speciali, oggi sul cantiere di Castrocucco dovevano lavorare un numero di maestranze adeguato, le criticità idrogeologiche del monte Serra dal lato di Marina dovevano essere affrontate da un’altra squadra operativa. Per il Porto doveva essere immediatamente deciso un cambio di passo nello sfruttamento delle risorse dedicate alla riqualificazione portuale, rinunciando alle lavorazioni di arredo e prediligendo la sicurezza del molo nord,
Le imprese turistiche che rischieranno la sopravvivenza dovevano essere garantite da un adeguato piano ristori,  le comunità colpite dovevano essere assistite da un programma di servizi di base aggiuntivi. Nulla è stato predisposto, nulla è visibilmente adeguato, Maratea è a rischio fallimento e molti lo vogliono negare.
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