TORTORA. IL CENTRO STORICO MUORE. IL CONSIGLIERE COMUNALE RAFFAELE PAPA: “CHIUDE UN’ALTRA ATTIVITÀ DURATA 46 ANNI”
Dall’inarrestabile spopolamento avvenuto nel corso degli anni fino ai provvedimenti presi per il nubifragio del 13 ottobre 2022. Il Centro storico di Tortora continua a soffrire e a perdere pezzi. L’ultima batosta è la chiusura di un’attività presente dal 1976, tramandata da 46 anni di generazione in generazione. I motivi sono facilmente immaginabili, la gente è sempre di meno, gli eventi servono e aiutano a ravvivare ma un commerciante non può vivere di questo, ha bisogno di un’utenza quotidiana che, purtroppo, nel borgo antico non si vede più.
Questo è uno dei punti salienti di una chiacchierata che il consigliere di minoranza di Tortora, Raffaele Papa, ha fatto con noi di Radio Digiesse. “Qui parliamo di anni e anni di politiche sbagliate – ci ha detto Papa – ma anche adesso non si sta andando in controtendenza, anzi il Centro storico non è nei pensieri di molti. Abbiamo quasi più di due milioni di euro da spendere per la riqualificazione del borgo, ma per chi li spenderemo e soprattutto per cosa, visto il costante spopolamento?”
Sulla chiusura di questa storica attività commerciale, Papa ha anche scritto un post sulla sua pagina Facebook. “Di questo passo – scrive Papa – si chiude il futuro già purtroppo gravemente segnato da improvvisazione, superficialità ed indifferenza politico-amministrativa senza precedenti. Il “ponte” è ancora chiuso e così continuando lo resterà per anni”. Il consigliere di minoranza fa riferimento anche all’interdizione dell’area tra piazza Pio XII e piazza De Francesco, che scatta ogni qualvolta viene diramata un’allerta meteo “gialla”. Tale provvedimento è il lascito peggiore del nubifragio del 13 ottobre 2022, ma anche in questo caso, per Papa si sta agendo con leggerezza.
“Al di là delle polemiche – ha concluso il consigliere – vorrei che ci si rendesse conto che il Centro storico continua a morire nell’indifferenza. Bisogna mettere in campo politiche che incentivino le presenze, che spingano le persone a risiedere qui, evitando soprattutto che i pochi abitanti rimasti se ne vadano. Sono sempre di più quelli che continuano a ripetere di volere andare via. Non c’è tempo da perdere, perché siamo di fronte a una vera e propria emergenza”.